Ed alla fine il tanto atteso (ma soprattutto pubblicizzato) L’allenatore nel pallone 2 è uscito nelle sale.

L'allenatore nel pallone 2

Ed ovviamente io ed alcuni amici non potevamo certo perdercelo. Se non altro per vedere quanto sarebbero riusciti a peggiorare quel capolavoro che è stato il primo capitolo.

Purtroppo la risposta è tanto.

Sicuramente a quest’ora centinaia di pseudo-critici improvvisati come me ne avranno già parlato e, probabilmente, piuttosto male. Perchè dovrei quindi esimermi io? 😛

In realtà il film non è malaccio. Inizialmente anzi sembra pure molto promettente. Tuttavia qualsiasi spettatore credo si sia subito reso conto di quanto il nuovo capitolo sia lontano dal suo predecessore.

L'allenatore nel pallone - LocandinaL’allenatore nel pallone, uno dei simboli principe di quel filone trash tanto criticato all’epoca quanto osannato oggi, è davvero un cult estremamente divertente. Dominato da personaggi che giocano alla perfezione nel loro ruolo (tanto per non andare lontano: i mitici Gigi e Andrea 😀 ) ed una trama veloce e ricca di colpi di scena sempre più esilaranti.

La stessa cosa non può certo dirsi per il seguito.

Ricco di tanti nomi illustri, questi fanno più una comparsata piuttosto che avere un vero senso ai fini della trama. Con un Biagio Izzo, ad esempio, che nonostante sia in grado di strappare qualche risata con le gag tipiche della sua maschera, non si sa bene perchè sia stato chiamato a far parte del cast (forse un disperato tentativo di accaparrarsi qualche risata?).

E che dire della triade formata da Del Piero, Totti e Buffon, ridotta a recitare una delle scene più insulse del film (per altro nemmeno tanto divertente) al solo scopo di avere i loro nomi da sfruttare per la propaganda della pellicola?

Niente. E’ molto meglio non parlarne. Persino Mughini non convince affatto e questo credo sia piuttosto sintomatico 😛 .

Passando ad altro ci si ritrova poi davanti ad panoramica molto superficiale di tutto quel mondo calcistico che ogni tifoso che si rispetti (ovvero non io 😛 ) vive ogni weekend della stagione sportiva. Una serie di interviste e comparsate in questa o quella trasmissione che nulla aggiungono alla già scarsa trama. E proprio la trama è infatti uno dei punti più deboli di questo film limitandosi per lo più a ripercorrere passo passo quanto si è già visto nel primo capitolo. Persino alcune gag (tra l’altro fra le più divertenti) non sono altro che delle “cover” (Roma – Longobarda vi dice niente? 😀 ).

Ma allora è una pellicola da bruciare? Direi di no. In fondo le note positive non mancano.

Molto simpatico ad esempio risulta il presidente Lotito, capace di dar vita ad una divertente gag con Canà proprio quando meno te lo aspetti 😀 . Ed anche uno dei pilastri del primo capitolo, il mitico Fulgenzio Crisantemi, è in grado di fornirci grasse risate sia nelle scene in cui recita lui stesso che in quelle interpretate dalla sua reincarnazione 😛 (di più non posso dire).

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Immagini: FilmUp

A confermarsi poi l’anima della pellicola è proprio Lino Banfi che, nonostante sembri davvero un po’ il nonno Libero che abbiamo visto in questi anni, riesce ancora a convincere anche come Oronzo Canà. Certo non è più quello che abbiamo visto nel lontano 1984 ma non è nemmeno da buttar via.

Altri aspetti degni di nota? Tanta (ma tanta) patacca di livello atomico per tutti i gusti ed i palati 😛 (Vi bastano Ilaria D’Amico ed Anna Falchi?). Ed in fondo si sa che ormai questi film puntano più su questo che sul resto.

Tirando le somme sembra che il nuovo capitolo abbia seguito alla lettera il piano dei due mascalzoni (Willy Borlotti e Ivan Ramenko) a capo della Longobarda: cercare di gonfiarne quanto più possibile le azioni (vedi tanta pubblicità con Totti & Co.) e accaparrare tutto ai danni di chi resta lì speranzoso di una svolta.

Insomma L’allenatore nel pallone 2 delude, e parecchio, chiunque sia andato in sala sperando in qualcosa che soltanto somigliasse ai mitici trash anni ’80. Ma se siete fra quanti sono solo in cerca di qualche risata, una serata simpatica, e non disdegnate in genere i classici panettoni natalizi alla De Sica e Boldi, non avete di che preoccupari: avrete esattamente quello per cui avete pagato.

E proprio questa è stata infatti la nota più positiva: una bella serata in compagnia di amici come da tempo ormai non mi capitava. Che sia merito del modulo a farfalla? 😀

Chiudo quindi questa mia prima recensione un po’ alla Gialappa’s Band con un “Ci piace ricordarlo così” 😀 :

Mr. Canà

PS
Per i nostalgici: Hokuto Audioteca. Enjoy 😉