Circa un mese fa scrivevo il primo post sul mistero che circondava Opera Dragonfly.

Opera DragonflyLe idee al riguardo erano molte e le più disparate ma fino alla fine nulla di certo si sapeva sulla natura di questo fantomatico progetto.

Ora finalmente quelli di Opera hanno deciso di rompere la suspance e, contestualmente al rilascio della seconda beta pubblica di Kestrel, hanno rivelato al mondo intero cosa in effetti sia questa fantomatica libellula che tanto ha fatto parlare di sè.

Come giustamente ipotizzato da molti (e da babox in particolare che ne ha fornito anche una interessante spiegazione) il progetto non era altro che i tanto attesi strumenti di sviluppo che da tempo la software house norvegese aveva promesso ai suoi utenti. Ed in effetti la loro mancanza si sentiva eccome, nonostante la pur sempre ottima Developer Console sviluppata in javascript come palliativo temporaneo.

Adesso invece il nuovo tool pare non voglia più essere considerato solo un’alternativa minore al più famoso Firebug, bensì prenderne il posto come strumento di riferimento per tutti gli sviluppatori web. (per i particolari vi rimando all’articolo su OperaZone.it)

Certo fin qui si parla di semplice campagna pubblicitaria visto che ai fatti nessuno ha ancora avuto il piacere di testarlo di persona, ma, basandomi sulla semplice esperienza personale, credo che entro poco tempo Opera Dragonfly riuscirà davvero nel suo obiettivo (con l’inevitabile “effetto collaterale” che molti più utenti useranno anche Opera browser 😛 ).

Che dire allora… appuntamento al 6 Maggio per il grande debutto e per le prime prove su strada. Io ho già prenotato i biglietti, e so che anche voi farete altrettanto visto il numero di visite che il precedente articolo ha ricevuto tramite Google. 😉