Non mi capita spesso di andare al cinema ultimamente. Di certo non capita mai che vada vedere film “non comici”, considerati i gusti della compagnia. Ma ogni regola ha la sua eccezione ed è così che sabato sera si è finiti con l’andare a vedere il tanto chiacchierato Angeli e Demoni.

Angeli e Demoni - Locandina

Difficile poterne parlare senza far riferimento al capitolo precedente o al libro di Dan Brown da cui è tratto.

Beh, in entrambi i casi il risultato è il medesimo: questa volta il regista ha deciso (più o meno incosciamente) di discostarsi da entrambi per consegnare al pubblico una pellicola di puro intrattenimento senza pretendere di aver realizzato il capolavoro del millennio.

Chi si aspettava una replica del primo capitolo rimarrà inesorabilmente a bocca asciutta.

In Angeli e Demoni non c’è spazio per i ritmi lenti e noiosi de Il Codice da Vinci. Ron Howard estrapola quanto di meglio possa esserci nell’opera di Brown, la lima, la modifica, taglia pezzi e ne aggiunge di suoi, il tutto con il solo scopo di trarne un perfetto action-movie da botteghino. E, personalissimo parere, ci riesce (quasi) benissimo. Quasi perchè, come vedremo, i difetti non mancano di certo.

Chiarito infatti ciò di cui stiamo parlando andiamo ora ad analizzarlo meglio.

Innanzitutto impossibile non spendere due parole sul cast. I nomi sulle locandine vi fanno già esultare? Smettetela. Siete completamente fuori strada.

Ancora una volta ho dovuto infatti assistere ad un Tom Hanks poco convincente, un Ewan McGregor che non si sa perchè lavori ancora, ed una compagine di comprimari scelti un po’ a casaccio.

Per quel che riguarda il protagonista il giudizio può sembrare eccessivo, ed effettivamente forse lo è, ma resta il fatto che non son più riuscito a vedere un Tom Hanks degno del suo nome probabilmente dai tempi di Forrest Gump. Semplicemente sembra che la parte non gli calzi come dovrebbe. Il ruolo del noto professore di simbologia che si improvvisa alla bisogna uomo d’azione stona parecchio con le sue mimiche ed i suoi modi di fare per come la vedo io. E non sembro essere il solo a pensarlo per fortuna.

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Ben diversamente stanno invece le cose per Ewan McGregor che, come detto, risulta davvero fastidioso oltre ogni aspettativa. Ignoro il motivo per cui venga tanto acclamato ma onestamente, in decine di film visti,  non sono ancora riuscito ad intravederne le doti (salvo forse in Moulin Rouge e Big Fish) e l’ultimo lavoro non fa che peggiorare il mio giudizio. Probabilmente nessuno gli ha ancora spiegato che interpretare ruoli diversi presuppone calarsi anche in personalità diverse, con sfumature anche molto lontane dalle proprie. Non so voi ma in qualsiasi film lo abbia visto recitare a me sembra di veder sempre lo stesso identico personaggio… ma magari sbaglio anche qui.

Passando poi ai vari comprimari avremo una compagna di avventure (Ayelet Zurer) assolutamente non all’altezza del ruolo, una serie di comparse più o meno convincenti e, soprattutto, un Pierfrancesco Favino che traspira cinema (scusate il termine :P) italiano da tutti i pori. Bravo eh, nulla da dire, ma la differenza fra le due scuole è piuttosto evidente.

Molto convincenti sono stati invece Stellan Skarsgard nei panni del severo Ritcher, e Armin Mueller-Stahl in quelli del cardinale Strauss, oltre comunque ad alcune altre figure di secondo piano.

Stroncato, un po’ ingiustamente, il cast passiamo alla trama ed alcune sue fastidiose grossolanità.

Innanzitutto vi avviso: se come me siete anche solo minimamente appassionati  di fisica subatomica et simila, probabilmente proverete il forte desiderio di alzarvi e fermare la proiezione della pellicola gridando “allo scandalo”. Lo so che è dura ma cercate di resistere. Dopo i primi 20 minuti ci farete l’abitudine. 😆

Lo stesso direbbero probabilmente appassionati di storia, arte e archeologia, ma io questo non lo so e di questo ringrazio Dio. 😛

Resterebbero poi da chiarire alcuni dubbi come un insigne professore di simbologia che non conosce il latino, un’ uso della Computer Grafica non troppo curato, e qualche trovata complottistica (nonchè un’eccessiva e fin troppo evidente voglia del regista di guidarvi nella direzione sbagliata) degna del peggior B-movie anni ’80, ma dopotutto stiamo guardando un film di puro intrattenimento no? Ricordatevene quando siete in sala. 😉

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Azzeccata invece in pieno la scelta di affidare ad Hans Zimmer il comparto musicale, cosa che aiuterà lo spettatore a digerire le diverse magagne ed a creare quell’atmosfera a cui il film non si avvicinerebbe nemmeno altrimenti.

Detto questo è il momento di dare un giudizio.

Consigliato? Beh, con le riserve di cui sopra, assolutamente si. Nonostante i difetti evidenziati (e magari altri a vostra dscrezione 😆 ) sarà comunque un’ottimo intrattenimento sicuramente sopra la media, ma non aspettatevi di certo il film di cui parlare per settimane ai vostri amici. 😉