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Safari 4: innovazione o imitazione?

pi|o|niè|re:
s.m., fig., chi per primo si fa promotore di attività, iniziative e sim., creando nuove prospettive e possibilità di sviluppo: i pionieri dell’informatica; un p. della scienza

Questo è quanto recita il Dizionario De Mauro alla voce pioniere. Perchè ho iniziato con tale definizione è presto detto.

Come ormai ben sapranno anche i muri, è da qualche giorno disponibile una beta pubblica di Safari 4, la prossima versione del browser di casa Apple. Quello che invece non tutti sanno è come, ancora una volta, in quel di Cupertino non siano riusciti a trattenersi dal lanciare una “campagna pubblicitaria” (se così si può dire) talmente aggressiva da scadere in pura disinformazione e mistificazione dei fatti.

Mi riferisco ovviamente alla miriade di funzionalità esclusive di Safari 4 spacciate per novità di cui non potrete più fare a meno.

Il problema nasce nel momento in cui si va a vedere quali sono queste geniali novità partorite nei laboratori segreti di Cupertino. Senza scendere nei dettagli si può tranquillamente affermare che si tratta grosso modo di funzionalità già presenti da tempo in altri browser e per lo più inventate da Opera anche 10 anni fa o più.

Non che la cosa mi stupisca più di tanto in realtà, anzi ormai ci sono fin troppo abituato, ma è singolare come stavolta la mela smordicchiata sia riuscita a creare un vero caso mediatico che si è presto diffuso per l’intera rete.

Singolare perchè non è certo una novità che funzionalità inventate da un produttore vengano, presto o tardi, introdotte in browser concorrenti (cosa per altro assolutamente non opinabile, a mio avviso, se serve a migliorare il prodotto), nè tantomeno lo è il fatto che a subire questi “furti” sia la solita Opera, cui da anni è stato del resto appioppato il suddetto appellativo di pioniere.

Prodotti straordinari come Firefox o Chrome non sarebbero certo quello che sono se non avessero preso quanto di meglio il web aveva da offrire.

Ma come il mio feed reader mi ha ampiamente dimostrato a tutto c’è un limite e la pronta reazione della folla inferocita armata di forconi non si è fatta attendere perchè, come direbbe Abatantuono, “versa versa versa la brocca strabocca, e ci dai un dito e si prende tutto l’inguine e chi più ne ha più ne metta” 😆

Per chi di questo articolo non ci ha capito un tubo basterà consultare i link di approfondimento, di cui vi consiglio almeno il primo 😉

Links:

The Great Feature Train Robbery
Imitation – the sincerest form of flattery?
Innovation by breaking established platform conventions
Success
Hey Apple, Stop Bullsh*ting People

Integrare Foxit Reader in Opera, Safari e Chrome

Attenzione: nell’articolo viene preso in considerazione prevalentemente Opera ma il procedimento è valido anche per Firefox, SeaMonkey, Flock, Safari, Google Chrome e qualsiasi altro browser NPAPI compatibile.

Uno dei software più interessanti scoperti in questi ultimi anni è stato, senza ombra di dubbio, Foxit Reader.

Francamente non credo abbia bisogno di presentazioni ma, per chi non lo conoscesse ancora, si tratta della più valida alternativa ad Adobe Reader non soltanto in grado di gestire alla perfezione qualsiasi file in formato PDF, ma risultando anche notevolmente più leggero e veloce del rivale e ricco di funzionalità aggiuntive.

Una delle poche pecche consisteva però nell’assenza di un plugin che ne permettesse l’integrazione all’interno del browser web per la visualizzazione dei documenti direttamente in quest’ultimo senza dover prima scaricarli e poi aprirli all’interno dell’applicazione. Fortunatamente con la versione 3, uscita qualche tempo fa, anche questo divario è stato colmato con il rilascio di un plugin compatibile con tutti i browser che usino lo standard Netscape’s Plugin API (NPAPI), ovvero tutti eccetto Internet Explorer.

Tuttavia, almeno per il momento, riuscire ad utilizzare questa nuova funzione in browser diversi da Firefox non è poi così immediato a causa di alcune “sviste” da parte degli sviluppatori che hanno preferito utilizzare un proprio metodo di installazione anzichè basarsi sul ben più collaudato e sicuro standard aperto. La cosa è stata già segnalata dagli sviluppatori di Opera ASA sul forum di Foxit Software e verrà probabilmente corretta nella prossima major release, ma, nel frattempo, ecco come procedere per poterne usufruire anche su browser diversi da Firefox.

Innanzitutto bisognerà procurarsi il plugin.

Se nel vostro sistema è installato anche Firefox (non valgono le varie versioni portable) ecco i passaggi da seguire, in caso contrario saltate (ovviamente) il primo punto:

  1. Assicuratevi che Firefox sia chiuso
  2. Aprite Foxit Reader
  3. Andate su Help > Check for Updates Now…
  4. Nella finesta che si aprirà selezionate nel box a sinistra “Firefox Plugin” e cliccate su Add
  5. Quindi cliccate su Install.

Partirà il download e l’installazione del plugin.

A questo punto, se Firefox era presente e tutto è andato a buon fine, avrete già finito in quanto Opera, per impostazione predefinita, userà anche i plugin installati all’interno della cartella di Firefox.

Se invece così non fosse dovrete copiare manualmente nella cartella dei plugin di Opera il file npFoxitReaderPlugin.dll che si trova (a meno non abbiate installato il programma in una diversa directory) in C:\Programmi\Foxit Software\Foxit Reader\plugins.

A questo punto, non appena vi imbatterete in un documento PDF, vi verrà richiesto se volete aprirlo direttamente in Opera usando il plugin di Foxit o preferite invece salvarlo.

Se invece non desiderate che vi venga richiesto ogni volta, basterà selezionare la casellina un basso o, se questa non fosse (come nel mio caso) attiva, andare su Strumenti > Preferenze… > Avanzate > Download, cercare l’estensione pdf, cliccare su Modifica… e selezionare l’ultima opzione (Usa plug-in).

Ed ecco infine il risultato ottenuto:

NB: Il procedimento descritto a volte sembra non dare buon esito causando il crash del browser. In questo caso è probabile che Foxit non abbia registrato correttamente il plugin. Per risolvere aprite la riga di comando e digitate:

regsvr32 /s "%ProgramFiles%\FOXITS~1\FOXITR~1\plugins\FOXITR~1 .OCX"

Ora dovreste essere in grado di usare correttamente il plugin. Se provate fatemi avere i vosti feedback. 😉

Safari 3.1: non è tutto oro quel che luccica

Come sicuramente avrete già sentito nei giorni scorsi è stata rilasciata la versione finale dell’attesissimo Safari 3.1, il mitico browser di casa Apple.

Safari LogoAttesissimo non solo per via delle interessanti features di cui dispone (appetibili soprattutto per i webmaster), ma anche e soprattutto perchè finalmente anche gli utenti Windows (tra cui il sottoscritto) potranno navigare usando uno dei core-engine più innovativi e potenti che esista, ovvero Web-Kit.

Personalmente non sono riuscito ad installarlo e provarlo che ieri notte (atroce! 😯 ) in un raptus di insonnia, ed ecco qualche considerazione al volo.

Innanzitutto partiamo da una delle cose che più detesto: l’installazione sul sistema di cose non richieste. In rete avrete sicuramente letto della mossa, decisamente discutibile, di fornire Safari come aggiornamento automatico a quanti avessero già installato sul proprio sistema l’Apple Software Update (che a sua volta viene installato insieme a QuickTime o iTunes). Il mio caso è un po’ diverso però.

Personalmente infatti non uso nessuno dei software Apple su esposti (e me ne guardo bene) e durante l’installazione di Safari sono stato bene attento a deselezionare la checkbox relativa visto che preferisco gestire da me gli aggiornamenti. Eppure, indovinate un po’, il famigerato Apple Software Update è stato comunque installato, in barba a qualsiasi scelta effettuata dall’utente. 👿 Beh non so come la pensiate voi ma queste cose mi hanno sempre suscitato parecchia antipatia. Che si tratti solo di un errore dell’installer? Forse… ma, viste le vicende lette in rete, direi che non è poi tanto probabile. Spero davvero che Apple, nel fornire software sui SO Microsoft, non cominci a prenderne anche le abitudini.

Passando comunque alla prova su strada devo dire che in effetti è davvero un ottimo browser. Mi hanno lasciato un po’ spiazzato alcune scelte effettuate nella progettazione della GUI (anzi qualcuno mi dice dov’è il tasto Vai o la freccetta per visualizzare i siti visitati nella barra degli indirizzi? 😕 ) ma il tutto passa presto in secondo piano dopo aver saggiato le straordinarie capacità di rendering di Web-Kit e la sua velocità e “naturalezza” con cui gestisce la navigazione.

Safari 3.1 Mac e Win

Qualche nota negativa a tal proposito però la scovo leggendo il blog di Web-Kit. Infatti non ho trovato granchè allettante quanto si legge nell’articolo background-clip: text in cui l’autore espone l’introduzione di una nuova proprietà per i CSS. Tale proprietà infatti sarà sì utile a webmaster è webdesigner che si dilettano con gli effetti più ricercati per le loro opere, ma, ahimè, è anche assolutamente fuori standard e, per di più, usufruibile solo usando Safari.

Si tratta infatti di una estensione proprietaria effettuata dagli sviluppatori di Web-Kit di una proprietà già presente in CSS3.

Ci son voluti 10 anni e più per far capire (forse) agli sviluppatori di IE che l’adozione di standard web comuni e l’abbandono di tecnologie proprietarie (qualcuno ricorda ancora l’integrazione di un suono in una pagina web qualche anno fa? 🙄 ) sia la sola strada da seguire. Sembrava quasi che un giorno progettare un sito non avrebbe più significato testarlo su 4-8 piattaforme diverse (in ognuna delle quali qualcosa sicuramente non andrà). Possibile che tutto questo debba andare in fumo proprio adesso che CSS3, (X)HTML e SVG si stavano affermando come standard comuni? 🙁

Esagerazione? Probabilmente si… ma la stada intrapesa da Apple e gli sviluppatori di Web-Kit comicia a piacermi davvero poco. E voi come la pensate?

Safari 3.1: la soluzione che molti webmaster aspettavano

Non essendo (ancora) un mac user non ho mai seguito molto lo sviluppo di Safari e WebKit, il suo core-engine.

Safari LogoCome molti di voi sapranno tuttavia qualche tempo fa Apple ha deciso di portare il suo innovativo web-browser sulla piattaforma di zio Bill e da allora le cose sono cambiate, ritrovandomi adesso a seguire una decina di feed in più per restare aggiornato sull’argomento.

E proprio oggi aprendo il mio Google Reader trovo tra questi ultimi feed una notizia che mi ha davvero interessato, sia come pseudo-esperto/amante di browser (no, non sono malato 🙄 ) sia, soprattutto, come webmaster dal momento che aspettavo questa feature da anni.

La notizia a cui mi riferisco è il supporto (finalmente!) al download dei font usati nelle pagine che visitiamo, qualora questi non siano disponibili sul nostro sistema.

Sino ad oggi infatti in questi casi il comportamento standard di tutti i browser sarebbe stato di sostituirli con font simili (con risultati spesso piuttosto lontani dall’originale) o, peggio ancora, con quelli di default.

Sembrerà una cavolata ma in realtà la cosa ha sempre rappresentato un problema di non poco conto per tutti i webmaster, specie se alle prime armi, che realizzato il layout dei propri sogni scoprono come questo renda in modo orribile sul PC dell’amico (naturalmente il problema dei font è solo uno dei tanti sotto questo aspetto).

L’unica soluzione, ormai ampiamente collaudata nel corso degli anni, è stata quella di ricorrere all’uso di limitati set di caratteri standard che, nella migliore delle ipotesi (e non sempre questo è vero), tutti gli utenti della rete dovrebbero avere installati sul proprio sistema.

Naturalmente questo palliativo, viste le infinite possibilità che i grafici (o tipografi? 😕 ) di oggi ci mettono a disposizione, non mi ha mai soddisfatto molto, appiattendo di fatto molte idee originali in nome della compatibilità. Del resto anche il “workaround” di ricorrere all’uso di immagini non è applicabile che a limitate sezioni della pagina come l’header o poco altro, mentre quello di realizzare tutto in flash (che permette di incorporare i font nel file) non è certo una soluzione valida.

Finalmente comunque questo problema ha trovato una soluzione piuttosto semplice, ma al tempo stesso efficace, grazie al lavoro svolto dagli sviluppatori di WebKit.

Inspector Fonts

Resta tuttavia il dubbio sulla reale utilità della cosa qualora anche i concorrenti non adottino lo stesso comportamento. Sviluppare un sito per un solo browser non è infatti la scelta migliore, specie se questo non ha i numeri di IE o FF, e non credo che saranno in molti i webmaster che rischieranno una mossa del genere.

Sperando che Microsoft, Mozilla ed Opera si pronuncino presto sulla faccenda non ci resta che attendere fiduciosi.

Discorso font a parte comunque, altre novità accompagneranno il debutto di Safari 3.1.

Tra le più importanti, il supporto allargato ad HTML5, l’ultima versione dello standard, già adottato anche da Opera 9.5 e Firefox 3, che includerà fra le altre anche tag per il supporto nativo agli elementi audio e video, e le nuove capacità CSS Transform e CSS Animations, caratteristiche davvero interessanti nelle mani di sviluppatori esperti.

E come sempre ecco una lista di fonti ed approfondimenti vari.

Links:

WebKit Blog: Web Inspector Update
WebKit Blog: CSS Animation
TheAppleLounge: Mac OSX 10.5.2: seed 9C31 con Safari 3.1
Apple Blog: Safari 3.1: supporto ai font web scaricabili e molto altro
MelaMorsicata: In arrivo Safari 3.1
Just Browsing: Apple Edges Towards RIA Viability

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