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Riflessioni su Firefox, il Web e tutto quanto

Nonostante nel mio feed reader confluisca fin troppa parte della blogosfera mondiale browser-related, soltanto di rado mi capita di soffermarmi sulle innumerevoli discussioni, aka flames, che si vengono spesso a creare attorno a questo o quell’articolo.

Francamente non ho il tempo nè la voglia per leggere queste scaramucce fra “bambini troppo cresciuti”,  ma ieri la mia attenzione è stata comunque catturata da uno di questi post apparso, guarda caso, sul blog di Asa Dotzler, uno dei padri di quel fenomeno chiamato Firefox, in risposta ad un precedente articolo di Dave Winer in cui, evidentemente, non si trattava con il dovuto rispetto l’adorato pargolo.

Beh, avete presente le scimmie che si lanciano addosso la cacca allo zoo? 🙄

Ecco questa è grossomodo l’immagine che ne ho ricavato seguendo tutta la discussione. Intendiamoci: che Asa Dotzler fosse una delle persone più egocentriche ed arroganti che io abbia mai letto non è certo una novità, nè lui stesso fatica ad ammetterlo. Eppure stavolta credo abbia davvero esagerato nella sua apologia del proprio operato finendo con l’affermare, al modesto parere di chi scrive, una marea di boiate al limite del leggibile.

OK che “ogni scarrafone è bell’ a mamm’ soja” ma cerchiamo di non esagerare e rimanere nell’ambito della realtà.

Innanzitutto è curioso come, secondo Asa, Firefox sarebbe il leader dell’innovazione:

The amazing progress of the Web, thanks to browser innovations led by Firefox, is quite obvious to normal people…

curioso soprattutto per gli esempi subito dopo riportati, ovvero la Awesomebar, i Web protocol handlers, ed infine il Feed discovery. Ora io sull’ultimo non sono sicurissimo su chi sia arrivato primo tra Firefox, Safari o Opera, ma sui primi due non esistono dubbi sul fatto che a partorirli sia stata Opera e solo in un secondo momento siano approdati altrove.

Nè del resto la questione sta davvero nel “io sono arrivato prima”. Come ho già altre volte affermato, non mi dispiacerebbe affatto se anche Opera cominciasse a guardarsi intorno e prendere quanto di meglio i concorrenti hanno da offrire.

E’ invece piuttosto ridicola l’arroganza mostrata da Asa non soltanto nel dichiarare la paternità di cose a lui estranee (addirittura HTML5 sarebbe dovuto a Firefox! 😮 ), ma persino nell’ergersi a paladino della giustizia, eroe che tutti dovremmo osannare 3-4 volte al giorno per averci salvato il culo sul web.

Un web in cui, senza la sua creatura, non solo non esisterebbero alternative ad IE (si Safari ed Opera sarebbero morti, inspiegabilmente, 4 anni fa dopo aver resistito tranquillamente nei 10 anni precedenti), ma persino l’onnipotente Google sarebbe già morto da tempo:

Opera would be dead on the desktop without Mozilla opening the playing field. Mac would be dead on the Web without Mozilla opening the field. Chrome wouldn’t have even happened. Hell, Google’s search dominance probably would have fallen to Microsoft if Microsoft had been able to maintain its 98-99% browser monopoly.

In pratica quindi Firefox avrebbe salvato le chiappe a bigG … strano perchè io ero sempre stato convinto del contrario. 🙄

La discussione continua poi vertendo sul fattore sicurezza e sull’esistenza stessa della rete per cui dobbiamo, naturalmente, ringraziare sempre il suo lavoro.

Ovviamente non è che Asa dica solo boiate in quanto alcune affermazioni hanno davvero un fondamento di realtà:

If the Web is a more interesting and fun place than it was in 2001, Dave should be thanking Firefox for pretty much all of that. If the Web is more interesting and fun because of renewed browser competition, Dave should be thanking Mozilla for that.

Come il buon Charles Schloss, aka Chas4, ricorda nei commenti, il progetto Open the Web esisteva già prima che Firefox vedesse la luce, ma francamente era più che altro un’ideologia come tante e nulla di più. Se Firefox non avesse rimesso tutto in gioco le cose oggi non sarebbero certo come le conosciamo e di questo se ne deve dare atto.

Quindi dove voglio arrivare? Francamente non lo so bene nemmeno io. Probabilmente volevo solo chiarire alcuni punti che in un flame vengono inevitabilmente stravolti checchè ad infiammarsi siano personaggi del calibro di Asa Dotzler, o forse non volevo far altro che buttarmi anche io nella mischia. 😆

Quel che è certo è che la prossima volta che mi capiteranno davanti articoli simili cercherò di essere ancor più risoluto nel tirar dritto per la mia strada.

One Web – miliardi di dispositivi per un solo Web

Chi come me segue Opera da qualche annetto conoscerà sicuramente l’importanza attribuita dalla società norvegese allo sviluppo di una rete globale ed unificata.

Del resto per un browser che ha sempre seguito il principio di totale aderenza agli standard web, pur se a discapito a volte della compatibilità, la filosofia del “One Web” introdotta dal W3C non poteva che essere accolta a braccia aperte (non per niente molti componenti di spicco del W3C lavorano o hanno lavorato per Opera).

Seguendo questo principio, dopo tutte le iniziative passate, fra cui impossibile non citare l’articolo del 2007 Open Standards, One Web, and Opera ed il più recente Opera Web Standards Curriculum, è stato qualche giorno fa rilasciato un video che mostra in modo decisamente riuscito la visione del Web e delle sue possibilità secondo Opera.

Our goal is to take the one true Web and make it available to people on their terms

Come sarebbe la nostra vita se tutte quelle tecnologie che da anni balenano nell’immaginifico comune fossero già disponibili e pienamente fruibili?

In poco più di 2 minuti ce lo mostra una ragazza attraverso una sua giornata tipo. Colazione e Facebook, acquisti facili e veloci, geolocalizzazione e mappe, videochiamate VoIP e molto altro ancora grazie all’integrazione di ogni dispositivo con un solo Web.

Il video devo dire è realizzato davvero bene, anche se ricorda un po’ troppo gli spot Vodafone ad essere sinceri. E la cosa forse non è nemmeno da disdegnare perchè ci mostra una Opera Software non solo sempre più aggressiva ma anche attenta all’impostanza di una buona operazione di marketing.

Per chi volesse vedere il video a maggiore risoluzione è disponibile nella sezione Discover del sito Opera.com dove potrete trovare anche gli altri video realizzati dalla società

Google ed il contrappasso

Questa stavo per inserirla nel best of week ma era troppo bella per non darle uno spazietto tutto suo.

Dopo aver bistrattato per anni gli utenti di Opera con le sue web application, Google si è adesso ritrovato dall’altra parte della barricata durante lo sviluppo del suo browser.

Con l’ultima release di Chrome è stato infatti aggiunta una patch ad hoc per poter accedere correttamente ai servizi Hotmail di Microsoft, evidentemente non ancora in grado di gestire correttamente l’user agent string del nuovo browser.

While the Hotmail team works on a proper fix, we’re deploying a workaround that changes the user agent string that Google Chrome sends when requesting URLs that end with mail.live.com.

Fin qui in fondo nulla di strano… se non fosse stato per la pronta risposta di Omar Shahine, Lead Program Manager di Hotmail Front Door team:

You think that Hotmail is a Web page and you expect a service with hundreds of millions of users and thousands of servers to stop what it’s doing, fix a bug for a browser that the majority of its customers do not use, and spin up an out-of-band release?

Divertente come la legge del contrappasso dantesca riesca ad essere ancora attuale nell’era del Web 2.0. 🙄

Links:

Google fakes out Hotmail for Chrome support
Google feels Opera’s pain

Insel der Engel' su Technorati

Visto che stamattina non ho granchè voglia di studiare o altre robe simili (in fondo è pur sempre sabato cavolo) mi sto dedicando ad alcuni smanettamenti sul blog ed ho notato come in effetti sino ad ora non ho mai dato quasi nessuna importanza ai servizi di social bookmark, limitandomi a qualche segnalazione su OK Notizie.

Non me ne intendo molto e non saprei davvero quali in realtà siano i più utili (e perchè) ed i più quotati sulla rete, ma un nome in particolare spicca fra tutti quelli dei bottoncini in fondo agli articoli, ovvero Technorati.

TechnoratiOnestamente non so nemmeno quale sia la sua reale funzione (o se ne abbia effettivamente), ma ne ho sentito parlare così spesso che finalmente mi son deciso a registrarmi per proporre Insel der Engel’, ed ecco dunque spuntar fuori questo post.

Visto infatti che, come dicevano gli antichi che la sapevan lunga, “fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio”, non ho ritenuto poi tanto opportuno consegnar loro i dati di accesso utilizzati per la gestione di questo blog, durante la procedura necessaria per assicurare che questo piccolo pezzo di paradiso appartenga effettivamente al sottoscritto, ed optando invece per l’inserimento in questo post di un codice fornitomi da loro. Ovvero questo:

Technorati Profile

Potete quindi ignorare questo inutile post di servizio e proseguire la vostra navigazione come se niente fosse successo… anche se forse avrei fatto meglio a dirvelo prima. 😛

Search engine con 2 parametri in Opera

Questo articolo è basato sull’originale “How to create search engine with two parameters in Opera?” scritto da Tamil e disponibile in lingua inglese sul suo blog.

Ed inauguro finalmente anche questa rubrica dedicata a tutorials e tips & tricks vari per Opera e, forse, in futuro, anche per altri browser.

Per la maggior parte in realtà si tratterà solo di semplici traduzioni di originali articoli inglesi, ma, vista la pressochè totale mancanza di materiale italiano per Opera, credo se ne senta comunque il bisogno.

Argomento di oggi è per l’appunto “Come creare in Opera un search engine che ci permetta di utilizzare 2 parametri”.

La cosa può risultare piuttosto utile in svariate occasioni in cui sia necessario raffinare le opzioni di ricerca o in tutti quei casi in cui l’uso di parametri aggiuntivi sia addirittura obbligatorio. In rete esistono già diverse guide (mai sperimentate personalmente) per realizzare la cosa con Firefox, quindi non mi sono preoccupato per adesso di adattare il tutto anche al browser open source. Se siete interessati basta fare una ricerca su Google. 😉

Ma andiamo alla procedura da seguire.

Per prima cosa effettuate una ricerca sul search engine in questione usando per l’appunto i due parametri di vostro interesse (la parola cercata ed una opzione) ed annotate la stringa visualizzata nella barra degli indirizzi. Vedrete che in essa ci saranno in chiaro i due parametri usati. Quello che dovrete fare è sostituirli con s1[0] e s2 (attenzione a sostituire SOLO questi, lasciando eventuali apici e altri caratteri al loro posto).

Quindi andate su Strumenti > Preferenze… > Ricerche e cliccate il tasto Aggiungi…

Se non sapete come muovervi nella schermata che apparirà sappiate solo che per il vostro search engine dovrete obbligatoriamente compilare, oltre all’indirizzo, i campi Nome (c’è bisogno di spiegazioni?) e Chiave (qualsiasi keyword vogliate, per esempio usate gi per Google Immagini). Per il resto lasciate tutto com’è.

Andando al campo Indirizzo dovrete poi incollare il seguente codice:

javascript:var s='%s';var p=s.indexOf('+');if(p>-1){var s1=s.split('+');var s2=s.slice(p+1)};window.location.href='[Mia Ricerca];

Avendo premura di sostituire [Mia Ricerca] con la stringa che avete annotato (e modificato) precedentemente. Ecco l’esempio per Google Immagini:

javascript:var s='%s';var p=s.indexOf('+');if(p>-1){var s1=s.split('+');var s2=s.slice(p+1)};window.location.href='http://images.google.com/images?imgtype='+s1[0]+'&q='+s2;

A questo punto il vostro search engine è pronto e potrete usarlo indifferentemente dal search box o dalla barra degli indirizzi (preceduto dalla Chiave appropriata).

Il procedimento esposto però ha il problema che i due parametri non possono essere composti da più di una parola. Per quanto riguarda l’opzione questo ha poca importanza visto che (almeno in genere) non sarà mai composta da più parole. Ma se s2 dovrà contenere più di una parola, allora dovrete usare questo codice a posto del precedente:

javascript:var s='%s';var p=s.indexOf('.');if(p>-1){var s1=s.split('.');var s2=s.slice(p+1)};window.location.href='http://images.google.com/images?imgtype='+s1[0]+'&q='+s2;

Con lo svantaggio di dover sostituire durante le vostre ricerche gli spazi con dei punti.

E con questo si chiude il primo tutorial su Opera. Sperando possa essere utile a qualcuno vi do appuntamento alla prossima puntata. 😉

Google User Experience: predica bene, ma…

Quante volte, girovagando di qua e di là alla ricerca di qualche utile articolo sul web-design, vi siete imbattuti in una di quelle liste di consigli da seguire durante la progettazione del vostro sito?

Personalmente non le conto nemmeno più, e gli autori sono davvero i più svariati, dall’esperto internazionale di CSS al piccolo blogger che cerca di mettere a disposizione degli altri tutta la sua esperienza.

In genere solo raramente mi soffermo in una lettura più attenta di questo genere di articoli (ipotizzando con arroganza di non aver nulla di nuovo da imparare 😳 ). Eppure questa volta non ho potuto proprio ignorare il post in questione, dopo aver appreso dal titolo che il dispensatore di consigli di turno era niente-po-po-di-meno-chè l’onnipotente Google. 😮

Google Teacher

Ad una prima lettura, il gruppo Google User Experience è in effetti riuscito a sintetizzare in 10 semplici punti come una applicazione web degna di questo nome dovrebbe essere sviluppata. Si tratta di consigli molto generici ma di indubbio valore didattico. Del resto si tratta di quelle stesse linea guida seguite ai tempi della creazione di quell’interfaccia che ha decretato il successo di Google nella lotta dei search engine.

E allora dov’è il problema vi starete chiedendo? Semplice provate a scorrere la lista fino al sesto punto:

6. Design for the world.

… Our goal is to design products that are contextually relevant and available through the medium and methods that make sense to users…

… and Google’s mission to make the world’s information universally accessible, demand products that support assistive technologies and provide a useful and enjoyable experience for everyone…

Se a questo punto non siete sobbalzati dalla sedia e/o svenuti significa che non usate Opera con le web application di Google. Giusto in questi giorni sto infatti valutando seriamente l’idea di abbandonare sia GReader che Gmail in favore di alternative che non richiedano necessariamente Firefox per funzionare.

Chiunque usi il Feed Reader di Google con Opera sa bene infatti come, oltre ai mille problemi in cui si incappa ad ogni aggiornamento dell’applicazione (che vengono risolti mediamente in 10 giorni o più), attualmente la sua lettura risulti estremamente irritante, con latenze e “freeze” temporanei che metterebbero alla prova anche la pazienza di San Francesco.

Anche Gmail e le altre applicazioni poi non è che brillino sul fronte compatibilità, per quanto si riesca comunque a lavorare una mezzoretta senza farsi venire un’ulcera gastrica.

Google si era sempre difesa affermando come fosse Opera ad avere delle limitazioni intrinseche di difficile soluzione. Ma abbiamo già visto come queste affermazioni fossero del tutto prive di fondamento.

Insomma sviluppare web-application universali va bene… purchè in qualsiasi parte dell’universo ci si trovi si stia usando Firefox. 🙄

Campagna anti-google a parte, esorto comunque tutti i miei lettori a seguire alla lettera almeno i consigli dati dalla grande G… ma per l’esempio forse è meglio guardare altrove. 😉

Blog: immagini si ma quali?

Da qualche giorno sto finalmente riuscendo ad avere un po’ di tempo libero da dedicare al PC ed a questo blog.

La prima cosa a cui mi sono dedicato è stata naturalmente andare a rivedere tutte le bozze che marcivano nell’area amministrazione da tempo immemore come il precedente articolo sui Frameworks CSS. Lavorando nuovamente al blog ho però avuto modo di avvertire ancora una volta uno dei problemi più grandi che fino ad ora ho cercato di ignorare: le immagini da usare.

Photo

Sembrerà una cavolata ma in realtà non lo è per niente. Corredare un articolo delle giuste immagini riesce a dare quell’equilibrio che ritengo assolutamente necessario per una migliore lettura dello stesso, specie nel mio caso in cui la logorroicità la fa da padrone 😆 . Trovarsi di fronte ad una pagina interminabile di puro testo può risultare infatti altamente deleterio per la pazienza del povero lettore che, almeno secondo gli studi sull’usabilità e per la mia esperienza personale, il più delle volte tenderà ad abbandonarne la lettura o, nel migliore dei casi, mettere da parte il link per il futuro (ovvero mai).

Assodato che usare qualche immagine nella giusta posizione serve eccome (nonostante qualche noto blogger mi pare abbia affermato il contrario 😕 ) resta il problema fondamentale di decidere quali immagini inserire. A differenza di quanto si possa credere infatti trovare l’immagine più adatta all’articolo che si sta scrivendo non è affatto un’impresa facile. Tipico esempio ne è proprio il post precedente in cui, dopo una estenuante ricerca su dieci e più search engine, non sono comunque riuscito a trovarne nessuna che mi soddisfacesse realmente.

Anche ricorrere a Flick e Photobucket non da poi i gran risultati ipotizzabili. Insomma un bel problema di non facile soluzione con cui, ogni giorno, migliaia di bloggers logorroici come me devono fare i conti.

Qualcuno di voi ha forse trovato la soluzione finale al problema? Il sito per eccellenza in cui basta chiedere e ti sarà dato? In questo caso non mi dispiacerebbe affatto venirne a conoscenza. 😉

Nota a margine: ho appena sistemato il feed per i commenti. Ora dovrebbe andare di nuovo. Chi è abbonato mi faccia sapere eventuali anomalie.

Opera e Google tornano insieme per il mobile

Poco più di un anno fa Opera Software annunciava il nuovo accordo raggiunto con Yahoo! per i suoi prodotti destinati al mercato mobile. Ma il settore è molto ambito ed ora tocca a Google spadroneggiare nelle home page dei gioiellini made in Oslo.

Google vs Yahoo!

Questo è quanto viene annunciato dalla stessa Opera ASA in un comunicato stampa apparso a sorpresa il 27 febbraio sul sito della società.

Tralasciando se questa mossa possa piacere o meno agli utenti, riguardo la faccenda sono circolati in rete molti rumors che accennavano alle possibili cause di questi cambiamenti.

La grande G era stata infatti il search engine predefinito dei prodotti di Opera per ben 7 anni prima dell’arrivo di Yahoo!, ed il fatto che molti dei servizi offerti da Google non funzionassero adeguatamente sul browser norvegese, spesso senza motivo, ha enormemente contribuito ad alimentare le voci che volevano nel passaggio a Yahoo! una sorta di vendetta.

Personalmente tuttavia sono sempre stato molto diffidente su questo genere di cose, ritenendo i semplici accordi commerciali e tornaconto personali delle varie società in causa di gran lunga più importanti di qualsiasi altra beghella e storiella circolata per la rete.

E di fatto direi che il rinnovo dell’accordo con Google è senza dubbio la migliore prova della bontà del mio pensiero. Qualche giorno dopo è stata infatti la stessa Yahoo! ad ufficializzare l’abbandono della partnership con Opera nel campo mobile:

“Yahoo! has elected not to continue its mobile search partnership with Opera at this time.

Per quanti tuttavia fossero dei fedeli utilizzatori dei servizi offerti da Yahoo! non c’è nulla di cui preoccuparsi in quanto la società assicura che questo non influenzerà in alcun modo l’usufruibilità delle sue applicazioni da parte degli utenti di Opera:

Consumers with Opera browsers will continue to have access to Yahoo! oneSearch, and as long-standing partners, Opera and Yahoo! will continue to work together.

Ad ogni modo quello che più conta è che dal 1° Marzo 2008 in avanti Google sarà il nuovo search engine predefinito di Opera Mobile ed Opera Mini… almeno fino al prossimo deal con Yahoo! o chissà chi altri 😛

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