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Memento

Le memorie, spesso vaghe e nostalgiche o finanche vivide e brillanti, di un animo disperatamente sentimentale.

Quelli che la sfiga… un anno dopo

Horror Show by ~drakosha

Horror Show by ~drakosha

Un tale una volta, non avendo nulla da fare durante una pausa pranzo forse, lanciò il suo anatema al mondo intero:

Se una cosa può andar male allora lo farà di certo

questo è più o meno il testo di quella che passerà alla storia come una delle famigerate (ma sempre attualissime) leggi di Murphy. Leggi che guarda caso vengono sempre rispettate.

E’ così dunque che una decina di giorni fa ho visto consumarsi sotto i miei occhi increduli l’immane tragedia cui mai nessuno a questo mondo dovrebbe assistere: proprio così, la morte del proprio Hard Disk. (e che vi credevate? 😛 )

Ma se il diavolo fa le pentole, col tempo avrà pure imparato a costruirsi i coperchi no? Da tempo infatti l’HD del desktop dava palesi segni di stanchezza ed acciacchi costringendomi, per ovvi motivi, all’acquisto di una unità di backup esterna onde evitare il disastro. Detto fatto, acquisto il mio bel My Passport Essential SE da 1TB, dissanguandomi all’inverosimile ma senza rimpianti, ed effettuo tutti i backup del caso. E quale momento migliore per colpire se non questo?

Che la sfiga, io lo so, ha un suo disegno ben preciso per ogni cosa, ed ho anche il forte sospetto che sia una fan dell’opera di Paul McGuigan, Slevin. Perchè?

Sai cos’è la mossa Kansas City figliolo? E’ quando tutti guardano a destra e tu vai a sinistra

Ed infatti mentre io guardavo al desktop, a subire il colpo fatale è stato il mio fedele e preziosissimo notebook.

Il tutto si è svolto sotto i miei occhi in una manciata di secondi. Funziona così: Tu stai leggendo tra lo stanco e l’annoiato l’ennesima diapositiva di neurologia, improvvisamente senti un “grido” provenire dal notebook che avrebbe terrorizzato anche Dario Argento, in una frazione di secondo realizzi il dramma, ti lanci a 248Km/h verso il My Passport nell’intento di salvare tutto quello che puoi in meno tempo che puoi, sei lì per lì nell’inserire la presa USB, ed ecco che finalmente arriva la beffa definitiva: un bel freeze totale del sistema che ti costringe, volente o nolente, ad un riavvio forzato nella speranza che non tutto sia ancora perduto.

Ma chi di speranza vive disperato muore diceva il vecchio… e la sapeva parecchio lunga quello.

E questo è quanto. Dopo tutti i “ringraziamenti per i favori ricevuti” ho quindi provveduto alla sostituzione del disco e cominciato l’opera di ripristino di un sistema funzionale, cosa invero estremamente rapida e gratificante devo ammettere.

Approfittando dell’occasione ho infatti effettuato lo switch da Vista a 7 (che a parte qualche problemino di usabilità mi ha davvero piacevolmente colpito), abbandonato definitivamente l’intrusiva suite Office di MS in favore di OpenOffice, e dedicato (finalmente!) una partizione a Linux (per il momento Ubuntu 9.10, ma sarà molto variabile) che da troppo tempo stava ormai strettino nelle varie VM di test.

Ora devo solo testare la compatibilità del nuovo SO Microsoft con il mio personale parco titoli videoludico, ma stando a quanto si dice confido che non ci saranno brutte sorprese.

Decisamente meno gratificante è stato invece pensare a quanto è andato perso. Si parla di materiale che verrebbe normalmente classificato, per un motivo o per un altro, come inestimabile (da prendere proprio alla lettera = senza valore 😛 ). In pratica una cartella da svariate decine di GB contenente tutta la “spazzatura” raccolta in una decina di anni di navigazione sul web (no non parliamo di qualche video scaricato da YouTube bimbetti. Si parla di Web 1.0 o anche prima, perle introvabili che esistono ormai solo nella mia mente), altri diversi GB di immagini varie decisamente più recenti (e meno preziose, oltre che recuperabili, per fortuna), una piccola parte di miei lavori (o pseudotali) come webmaster/webdesigner, tutti i miei avatar storici (a proposito: chiunque abbia da qualche parte il mio Ryo&Kaori si faccia vivo… non sarà il PSD originale ma vabbè), diversi sketch e “sceneggiature” (questo è un eufemismo comunque) personali di cui non trovo al momento gli originali (alcune però preziosissime per me), ed infine tutti (sigh! 🙁 ) i miei salvataggi storici, con tanto di accurata documentazione, delle migliori perle legate a nomi come Snes, Genesis, VBA e ScummVM, più alcuni ben più recenti di MI4 e Grim Fandango (che ora mi toccherò ricominciare daccapo).

Insomma una bella carrellata di puro inestimabile trash.

Un po’ come quando, nei peggiori dei vostri incubi, vostra madre svuota la mansarda/solaio/garage gettando via tutta la vostra vita mentre voi siete a scuola. 😛

E’ proprio vero che niente è più necessario del superfluo.

Ora sto impiegando il tempo libero a disposizione cercando lentamente di recuperare il recuperabile e provando a ricordare quanta più roba possibile nella speranza che da qualche parte in questa sterminata rete esista ancora. Mi ci vorranno mesi ma probabilmente molto sarà ancora recuperabile, mentre per altro, tanto altro (‘a ri-sigh!) non mi resta che accettare il fatto che sia andato perso per sempre come lacrime (tante lacrime) nella pioggia…

Prima di chiudere un appello ad eventuali esperti in ascolto: attualmente l’HD incriminato è conservato criogeneticamente come una reliquia sacra in attesa di decidere sul da farsi. Secondo voi, considerando che i rumori emessi sono un qualcosa di allucinante ma che a volte il BIOS riusciva a identificarlo come una generica unità SATA (a cui comunque non accedevo nemmeno da LiveCD vari), vale la pena acquistare un qualche box esterno per un ultimo tentativo o posso mandarlo a fare definitivamente compagnia ai suoi 3 predecessori?

Destino ?

Si dice, o per lo meno qualcuno ci crede, che il nostro destino sia già stato scritto e bollato molto tempo fa da un qualche essere/entità superiore.

Francamente le mie idee sono quanto di più lontano possa esistere da questa concezione finalistica, eppure è da un po’ che mi chiedo se non ci sia davvero qualcuno lassù, per altro con uno strano senso del’umorismo, a manovrare le fila della marionetta che state leggendo.

Ma andiamo con ordine.

1998: Al termine delle scuole medie, e delle relative lezioni di educazione artistica, abbandonai del tutto (o quasi) matite e pennelli, una delle mie più grandi passioni, per lasciarmi trasportare dall’impulso del momento. In effetti non sono mai stato un tipo che riflette granchè prima di fare o non fare qualcosa. E se questo è vero oggi potete ben immaginare quanto potesse esserlo allora.

In realtà non ho mai davvero abbandonato le mie “velleità artistiche”, semplicemente, nella mia superficialità di ragazzino spensierato, non ho mai saputo dare il giusto peso alle cose.

E così il tempo passa, la vita continua, ogni tanto qualche disegnino qua e la, e nel frattempo mi limito a buttar giù di continuo appunti, bozze e idee per il futuro… Una quantità talmente grande che francamente ora come ora non so davvero come fare a gestire (cavolo 10 anni son davvero tanti).

2008: Tutta una serie di strane coincidenze e vicende si accavallano in uno strettissimo lasso di tempo stravolgendo totalmente quello status quo che consideravo forse destinato a durare in eterno… o, per meglio dire, sul quale non ho mai riflettuto.

Tra progetti andati a male e mille altre cose che non starò qui a spiegare, in estate torna a galla lo strano desiderio di riprendere seriamente in mano la matita (e soprattutto la penna) e cominciare a riordinare un po’ le idee sul da farsi. Ma dopotutto resta pur sempre qualcosa di vago e proiettato sempre ad un lontano (e meno caotico) futuro.

Qualche mese dopo però, non ricordo bene come, nasce una interessante discussione con GiO e, a dispetto di ogni mia aspettativa, l’interesse per questa ritrovata passione subisce una incredibile impennata ritrovandomi di fatto immerso in un mondo di cui prima forse nemmeno sapevo l’esistenza. In pratica è stato come portare per la prima volta un bambino al Luna Park. 😆

Ma per la regola del piano inclinato la pallina non può far altro che continuare a rotolare via via sempre più veloce. Ed ecco dunque spuntar fuori una nuova scoperta: Bakuman.

Bakuman nella mia mente malata e contorta rappresenta un vero lampo a ciel (quasi) sereno. Non soltanto è un manga molto intrigante e coinvolgente, ma fin dal primo capitolo non mi ci è voluto molto per entrare “in sintonia” con il protagonista. Diciamo che è come aver rivisto me “con più palle”. 🙄 E la cosa non ha fatto altro che incentivarmi e farmi impegnare ancora di più, oltre al fatto che grazie a questo mi sono per di più avvicinato a quel mondo dei manga che avevo sempre evitato preferendogli le più note versioni animate.

Ma come detto la pallina può soltanto accelerare ed eccomi quindi coinvolto in breve tempo in discussioni con amici e conoscenti in qualche modo del campo, e ad “incontrare” sulla mia strada il buon Federico DiStefano che con il suo aiuto non ha fatto altro che assecondare un pazzo 😆 .

Ma questo forse non era ancora abbastanza ed ecco dunque che stamattina, di ritorno dall’università, un’amica fermatasi un attimo in edicola torna da me con l’ultima trovata della DeAgostini per gli aspiranti mangaka. Nulla di particolarmente nuovo in realtà per il sottoscritto ma la cosa, ed il sorriso con cui lo ha fatto, mi ha davvero fatto pensare.

Che sia davvero un ulteriore segno di un piano superiore? … Beh se è così fatemi un favore lassù: mettiamo tutti le carte in tavola e non limitiamoci a lanciare messaggi sibilinni OK? 😆 (anzi se possibile servirebbe una tavoletta grafica).

PS
Non mi pare che tu legga il blog ma te lo scrivo anche qui: Grazie Sara, ho davvero apprezzato non solo il gesto ma anche come l’hai fatto. 😉

PPS
Quei fascicoli saranno anche una cavolata ma almeno il materiale è utile. Federico ho la matita blu per i bozzetti (credo) come la tua. :mrgreen:

Tanti Auguri (da) Insel der Engel' !

Happy New Year
Happy New Year by ~Sakii-89

E dopo il post natalizio poteva forse mancare quello di capodanno?

Assolutamente no, e non solo per via degli “auguri istituzionali” che sicuramente stanno affollando il vostro feed reader, ma anche e soprattutto perchè oggi Insel der Engel’ compie il suo primo anno di vita! (si, non ho scelto la data a caso… mi serviva qualcosa che fosse realmente difficile da dimenticare… chi mi conosce sa di cosa parlo 😛 )

In realtà mi sembra davvero incredibile che, da quando rompevo le scatole al malcapitato gialloporpora per chiedergli lumi su WordPress, sia già passato un intero anno… certo che il tempo vola.

Ma la fine di un anno credo sia anche tempo di bilanci.

Niente statistiche tranquilli. Se quello che conta sono i numeri, vi dico subito che sarebbero assolutamente deludenti per qualsiasi essere umano che si sia cimentato con blog e affini. Visite tra le 20 e 50 giornaliere e circa 20-30 iscritti al feed… insomma qualsiasi vero blogger ammetterebbe il suo fallimento… già, peccato che io abbia sempre detto di non essere un blogger 😈

Del resto, se fossi stato interessato ai numeri, non avrei certo continuato a scrivere qualche news da fanboy di Opera per i soliti (pochi) noti, ma avrei puntato su articoli di più vasto interesse.

Ma questo spazio è nato come “il mio piccolo pezzo di Paradiso” e che Paradiso sarebbe se non mi limitassi a seguire semplicemente l’istinto? 😉

Tralasciando il discorso statistiche, mi fa invece riflettere il fatto di essere riuscito a fare appena l’1% di quanto avrei voluto e solo il 10% di quello che contavo di fare.

Poco male comunque… anche su questo mi ritengo ugualmente soddisfatto (che volete farci, mi contento con poco 😛 ). Quanto fatto, seppur poco, posso infatti dire che mi ha permesso di crescere parecchio sotto molti aspetti, di aprirmi ad un nuovo mondo di cui prima ignoravo totalmente l’esistenza, ed apprendere un’infinità di cose nuove.

E tra le mille novità del 2008 come non citare la sempre più dilagante “fuffa 2.0” che ha provato a contagiare anche il sottoscritto? Fortunatamente pare proprio che io sia del tutto immune al virus, salvo per la variante “Tumblr” a cui onestamente non riuscirei proprio più a rinunciare. 😎

Ma chiaramente in un anno non possono mancare nemmeno le note negative.

Dispiace ad esempio per il progetto OperaZone, partito qualche anno fa pieno di entusiasmo e speranze grazie alla collaborazione di molti amici virtuali accomunati da tanta passione e voglia di fare, e ad oggi praticamente defunto.

Mi dispiace anche di non vedere più nel forum di MegaLab la community che ho amato in questi anni, che mi ha fatto appassionare al mondo informatico e che mi faceva spesso passare esilaranti serate davanti ad una pagina web.

Ma del resto si sa che nulla è eterno e tutto deve fare i conti con il tempo che passa e le cose che cambiano.

Occhi puntati al futuro dunque… francamente preferisco non fare promesse di alcun tipo. Facendo due rapidi calcoli gli impegni saranno davvero tanti… anzi troppi per azzardare una qualsiasi previsione.

Non mi resta dunque che augurare a tutti voi un magnifico 2009 e lunga vita ad Insel der Engel’ !

Vedi Mykonos e poi muori

Quante volte, al termine di un viaggio, avete avuto la sensazione di lasciare in quel luogo che vi ha visti rinascere dalla grigia e routinaria vita di tutti i giorni, un importante pezzo di voi stessi?

E’ (purtroppo? ) nella natura di ogni essere umano, in qualcuno più di altri, mitizzare tutto ciò che non rientra nell’ordinario e, nel caso questo sia rappresentato da un periodo, per quanto breve e fugace, che sia stato capace di regalare delle favolose esperienze che perdureranno in vividi colori all’inesorabile declino delle vostre memorie, tutto acquista un significato particolare.

Ecco, tornando da quella che non esito un solo istante a considerare la più bella esperienza della mia vita, cosa ha significato il mio viaggio in quel di Mykonos affrontato questa estate, ed ecco perchè, pur sforzandomi nel trovare qualcosa di più originale, non sono riuscito ad immaginare titolo migliore per questo post che il parafrasare quel famoso detto che da sempre ha visto invece la vecchia Napoli protagonista.

Ovviamente chiunque direbbe che quel che conta è il viaggio, staccare la spina insieme ad amici, amore o parenti, ed in fondo poco importa quale sarà la meta… del resto è esattamente quello che pensava anche il sottoscritto prima di arrivare a Mykonos… ora posso assicurarvi invece che non la pensa più così.

Il motivo, difficile da spiegare a chi, non essendoci mai stato, non potrà capire, può essere riassunto in una semplice affermazione di colui che, in fondo, quella Mykonos come oggi la conosciamo l’ha creata: “Mykonos è veramente una… strana isola”, e l’unico modo per capirla è viverla.

E non si parla della movida presente, in diverse forme e grado, in qualsiasi località dedita a questo tipo di turismo, nè degli spettacolari paesaggi che tutta l’isola ha da offrire, fra scogliere di rara bellezza, spiagge paradisiache di ogni tipo e per ogni gusto, e paesini e centri cittadini che mai rinunceranno al loro folklore.

No, Mykonos è ben più di questo e lo spirito di chiunque vi approdi, da qualunque parte del mondo arrivi, ne è la più chiara dimostrazione. Gente che è lì unicamente per divertirsi e lo fa nel modo giusto. Non vedrete risse, non vedrete droghe, non vedrete nulla che vi provocherà in qualche modo fastidio o disgusto… eppure ci si diverte, e come mai in nessun’altra isola ho visto o sentito fare… ma, come detto, Mykonos è veramente una strana isola, e l’unico modo per capirla è viverla.

Inutile tenere un maniacale diario, cronaca minuto per minuto di quelle esperienze, come se ne vedono molti sulla rete…ciò che conta è cosa resta dentro… il resto in fondo è solo un contorno…

Potrei raccontare le mille esperienze vissute, persone e ragazze conosciute, e luoghi visitati, potrei parlare di quelle che sono fra le più belle discoteche del mondo e degli inimitabili lidi che tappezzano i piccoli ritagli di costa, o anche di personaggi del tutto fuori del comune (o di melone, fate voi 😆 ) come Sasà, il re dell’isola più trasgressiva dell’Egeo, che una sera ci ha persino omeggiati, nostro malgrado, di un amichevole colloquio davanti a qualche bicchierino in un piccolo baretto fuori porta… un dialogo davvero surreale, senza alcun dubbio (chi ha avuto l’onore saprà di cosa parlo 🙄 ), ma che ha sicuramente dato qualcosa in più alla vacanza…ma finirei per diventare eccessivamente nostalgico o, quel che è peggio, creare un blog monotematico solo per parlare di Mykonos… e lì si che gli aggiornamenti arriverebbero uno dietro l’altro. 😛

Ecco cosa è Mykonos. Ecco cosa rappresenta  per ogni singolo animo che ne ha incrociato la via… esperienze, persone, colori e sapori non descrivibili in modo alcuno nemmeno dalla più abile penna o dal più talentuoso pennello esistenti al mondo… il luogo in cui ho lasciato un pezzo di me.

Nota a margine: non sono in alcun modo pagato da nessuno e se state pensando, come è logico che sia, che le foto incluse sono un insulto alla fotografia… beh è rinomata la mia inettitudine più totale dietro la macchina 😆

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