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Insel der Engel'

Il mio piccolo pezzo di Paradiso

 
Category: Tempo Libero

Cinema: Match Point

Ultimamente la piega presa da questo blog si è allontanata parecchio da quell’idea di spazio personale con cui ero partito inizialmente, trasformandosi di fatto in uno pseudo-blog tecnico. Oggi vedrò quindi di raddrizzare la situazione con un bel post sul cinema. 🙂

Approfittando della serata libera, e della stanchezza accumulata, ieri ho finalmente avuto modo di vedere Match Point, una delle ultime creazioni partorite dalla geniale mente di quel Woody Allen che, come aveva anticipato nel precedente Hollywood ending, si sarebbe rifugiato in Europa per essere finalmente apprezzato come merita.

Match Point Poster
Clicca sull’immagine per ingrandirla

Beh alla fine lo ha fatto davvero e Londra è diventata la terra promessa in cui costruire un nuovo capolavoro con regole decisamente sovvertite rispetto al classico Woody che abbiamo visto nelle pellicole precedenti, ma che lascia ancora ben chiara la sua firma in ogni singolo frame del film. Certo trovarsi di fronte ad un lavoro in cui lui resta sempre e solo dietro la macchina da presa, benchè non sia la prima volta, non è poi tanto intuitivo e sembra forse un po’ azzardato. Ma in realtà la pellicola funziona bene e la presenza dei tipici dialoghi/monologhi nevrotici dell’ometto occhialuto sarebbe di certo stata di troppo in una storia come quella raccontata in Match Point.

Storia tutt’altro che banale che, partendo con ritmi lenti e quasi indecisi (che hanno spinto molti alla critica), analizza in realtà incredibilmente bene i pensieri, le passioni e le ossessioni di un qualunque individuo, mettendo in luce gli aspetti più bui che ci portiamo dentro con una naturalezza e logicità disarmante e che fa quasi paura. Fin dove saremmo disposti a spingerci per ottenere quello che vogliamo? Cosa saremmo disposti a fare pur di non rinunciarci? Sono fondamentalmente queste le domande che ci si pone guardando questo film non solo con il cuore, ma anche con la mente. Ad una prima analisi i più risponderanno (come ho infatti letto in giro) che è del tutto surreale ed irrealistico. Ma è davvero così? Io non direi… Come dice lo sfortunato protagonista della vicenda in un onirico dialogo con le sue malcapitate vittime:

Bisogna imparare a nascondere lo sporco sotto al tappeto altrimenti se ne viene travolti

In fondo, a mio avviso, questo non è affatto surreale ed è quello che ognuno di noi, nel suo grande o piccolo che sia, fa ogni giorno spesso senza nemmeno accorgersene. Questo Woody Allen lo sa, e lo sviscera e spiattella sullo schermo in modo forse un po’ duro e crudele nei confronti del comune sentire, ma consapevole di come il suo addentrarsi nella complessità della psiche umana lo stia portando a qualcosa di concreto con cui ogni spettatore che si soffermi in un’analisi attenta, possa specchiarsi e scoprire “quant’è profonda la tana del bianconiglio”.

Mettendo ad ogni modo da parte questo intrigante aspetto dell’opera, e andando a leggerla su ad livello meno profondo, c’è da dire che si tratta comunque di un film, per quanto multitematico e intriso di elementi che spaziano dal romantico al poliziesco, decisamente non per tutti.

Anche chi ha amato Woody Allen potrebbe trovare questo sua nuova (o ritrovata) originalità, deludente o non all’altezza delle tipiche commedie degli anni passati. Ma chi saprà andare oltre e vederne la bellezza nascosta dietro il normale fluire delle giornate dei protagonisti, che in fondo nulla hanno di fantastico e lontano dalla nostra realtà, sono sicuro che apprezzerà ancora di più lo spiazzante dramma proposto.

Dal punto di vista tecnico, regia, riprese e montaggio risultano davvero impeccabili, così come anche il comparto musicale che, affacciatosi raramente sulla scena, si limita ad esaltare, con uno stile da opera lirica, solo quei momenti in cui il pathos raggiunge il suo culmine e lasciando all’eloquenza dei dialoghi il resto del lavoro.

Match Point Match Point Match Point
Immagini: FilmUP

Una nota di merito infine va sicuramente fatta al cast che ha saputo interpretare magnificamente ogni singola sfaccettatura dell’animo dei propri personaggi, dal vecchio e navigato Brian Cox agli ancora più sconvolgentemente bravi protagonisti Scarlett Johansson e Jonathan Rhys-Meyers.

Per chi se lo stesse ancora chiedendo, la visione di Match Point è fortemente consigliata… probabilmente, specie se siete abituati all’ormai svalutato cinema hollywoodiano fatto spesso di soli effetti speciali per il grande pubblico, resterete delusi o annoiati… ma è un rischio che a mio avviso va comunque corso. 😉

Delirio domenicale…

Domenica pomeriggio. Ti aggiri per casa in pieno stile zombie, ancora rincoglionito dal sonno perso la notte prima. Nessun impegno all’orizzone… cosa si può chiedere di meglio alla vita? 😛

Dominato dal tedio cominci a navigare per i siti più disparati guidato solo dal tuo istinto e da gente che ti promette gnocca gratis. Pian piano i neuroni, uno ad uno, cominciano a risvegliarsi nel disperato tentativo di riprendere il controllo della situazione… o per lo meno limitare i danni.

Ed ecco allora che, aprendo il tuo Feed Reader, trovi qualcosa di sufficientemente lontano ed estraneo al solito mondo informatico, e tuttavia abbastanza vicino ai tuoi interessi (no, non è la gnocca) da catturare la tua attenzione e dare un senso a quella navigazione senza meta: un bel post di un disegnatore di fumetti.

Milo Manara - Artwork

Cominci a sfogliare ogni singolo post del blog fino alla sua creazione, e, non ancora pago, ti butti a pesce su buona parte del suo blogroll ripetendo la procedura esposta al punto 1.

Il turbinio inarrestabile di tavole in nero di china, a matita e persino a colori che ti scorre davanti, fa pian piano riaffiorare in te quella voglia, ormai sopita (o per meglio dire brutalmente soppressa da quella strada che hai scelto di percorrere), di riprendere in mano matite e pennelli e buttarti a capofitto al lavoro…

Poi (i neuroni svegli sono sempre di più) cominci a guardare più attentamente quelle tavole, a studiare quelle linee prive del benchè minimo imbarazzo, quei giochi di ombre e luci che si avvolgono le une alle altre in modo maledettamente perfetto, quegli effetti di fumo ed esplosioni curati fin nei dettagli più sottili, e, per finire, quelle tavole a colori in cui, per qualche strano segreto che non ti è mai stato rivelato e gelosamente custodito da un qualche essere supremo generoso solo con i puri di cuore, ogni singola chiazza è esattamente dove dovrebbe essere, in barba a qualsiasi sbavatura tipica di quei vecchi lavori che hai appena tirato fuori dal cassetto per un (improbabile ed improponibile) confronto. 😳

L’invidia ormai ti ha totalmente pervaso, ed il solo motivo per cui non strappi quei fogli che stai tenendo in mano è perchè sai bene che si tratterà comunque, in tutta probabilità, dei livelli massimi che la tua “arte” sarà mai in grado di raggiungere… durasse la tua vita pure altri cento anni.

Riposi piano piano tutto al suo posto. Chiudi tutte le finestre del browser incriminate, maledicendo il fato che ti ha portato ad aprirle. Torni alla tua vita di sempre…

Writers Death Race 2008

Ne aveva parlato Harlock’s blog prima, e fatto cenno GiO sul suo pillole e proiettili dopo.

Di cosa si tratta? Semplicemente di una delle più interessanti iniziative che ho avuto il piacere di scoprire ultimamente sulla rete ovvero “la più folle, eccitante e pericolosa corsa letteraria del mondo!”

Writers Death Race

Questo è in soldoni la Writers Death Race in cui 32 abili maestri di penna, o aspiranti tali, si sfidano in una gara senza quartiere per ottenere i favori del pubblico sugli spalti.

Personalmente sono riuscito a sfogliarne qualcuno solo stasera (qualcuno ha notato che non ho molto tempo libero? XD ). L’impressione è stata decisamente buona ma mi riservo di leggerne anche altri prima di dare il mio voto.

Ammetto che mi sarebbe piaciuto non poco leggere anche il lavoro di GiO. Considerando il livello del suo work-in-progress “La morte e la guerriera” non credo che avrebbe avuto problemi a gareggiare con gli avversari.

Spero ci penserà per la prossima edizione. Per quel che mi riguarda (meglio togliersi grilli dalla testa… non è il mio campo… per lo meno a questi livelli) non disdegnerei invece di partecipare un giorno ad un bel contest Fumettistico. 😀

Bando ai sogni torno alle mie letture. E vi consiglio di fare lo stesso. 😉

Auguri Miranda!

Il tempo a disposizione per adesso è poco e scrivere articoli più seri è impossibile… quindi perchè non approfittarne per un bel post di auguri? 😛

Ma a differenza di quanto potreste pensare gli auguri non sono affatto per una ragazza bensì… per un blog.

Oggi è infatti il primo anniversario della nascita di uno dei più divertenti blog che mi sia capitato di incontrare durante il mio quotidiano surfing del web.

Il blog in questione, per chi non lo avesse capito o (peggio ancora… rimediate subito! 😛 ) non lo conosce nemmeno, è il mitico Nella mutanda di Miranda, raccolta di approcci stravaganti, divertenti o particolari usati dal maschio italico medio per abbordare via chat una sensualissima ragazza che altri non è in realtà che la bellissima Tricia Helfer. O almeno le foto sono le sue. 😆

Nella Mutanda di Miranda

Nato un po’ per gioco dalla geniale mente di una giovane ragazza che, -sconvolgente- non odia gli uomini, ma semplicemente li studia con ironia e leggerezza, il progetto è andato avanti nel tempo ed oggi vanta una collezione di approcci davvero infinita e divertentissima.

E per chi si stesse chiedendo l’origine di un nome tanto bizzarro ecco come tutto ebbe inizio:

XXX: oh mia miranda vorrei essere tanto dentro la tua mutanda…

Che dire… grazie a quel genio che ha dato il via a tutto questo. 😆

I miei auguri Miranda! Continua sempre così. 😉

Opera MINI: MINI Car e Voice-Overs

Questa l’avevo già postata in modo molto veloce sul mio Tumblr.

Tuttavia, a parte la figata in se, la nuova MINI Car che da qualche giorno scorrazza nelle strade di Barcellona (no, purtroppo non la mia Barcellona) è qualcosa di più che uno dei tanti sfizi che gli sviluppatori di Opera ultimamente si concedono. 😀

MINI Car

Anche questa infatti rientra negli ormai chiari intenti della società di puntare con maggior decisione sul marketing con idee sempre più curiose e stravaganti e che, si spera, possano risultare vincenti.

Ovviamente è chiara la volontà (nè ne viene fatto mistero) di sfruttare in questo caso la condivisione del nome tra i due piccoli gioiellini e, perchè no, l’effetto reminescenza dal film The Italian Job (bellissimo) in cui queste macchinette hanno dato sfoggio di tutta la loro potenza e del loro fascino.

“The reality is that Opera Mini and MINI share more than just a name. The products themselves share many great qualities like being small, fast and fun”

E, aggiungo io, anche gli amanti del mitico manga/anime City Hunter non rimarranno certo indifferenti al passaggio di una Mini rossa con tettuccio bianco. 😛

Prima di chiudere una segnalazione in tema Opera Mini.

In un comunicato della settimana scorsa ho appena scoperto che stanno cercando delle voci per tradurre il loro video Opera Mini “How To” nelle varie lingue.

Se siete interessati fatevi avanti. Potrebbe essere propria vostra la voce italiana che sponsorizzerà questo fantastico prodotto. 😉

12 anni di Opera

Forse non tutti se ne rendono conto, ma Opera è uno dei pochi browser che ha accompagnato lo sviluppo della rete sin dai suoi esordi.

Sopravvissuto alla prima, sanguinosa, Browser War quando tutti gli altri non hanno potuto far altro che cedere allo strapotere di Microsoft, ancora oggi rappresenta il terzo incomodo della seconda nel campo desktop, e leader di primo piano nel campo Mobile e dei dispositivi più variegati.

E proprio per celebrare il suo dodicesimo anniversario Daniel Goldman ha pubblicato sulla rete un video che ne ripercorre la storia fin dai primi “schizzi” del config.sys 😛

E personalmente devo riconoscere che ha fatto davvero un ottimo lavoro. Non mi resta che augurarvi buova visione. 😉

Insel der Engel' – pensieri & parole e…

Solo un paio di settimane fa approdavo per la prima volta al mondo del blogging. Un panorama tutto nuovo per me che sino ad allora non ero mai uscito dai limiti di forum e testate editoriali classiche.

Ma il web 2.0 si sa è ben più di un blog (che per altro anzi sembra appartenga più alla vecchia che alla nuova rete), e persino io mi rendo conto che le potenzialità possono essere davvero elevate.

TumblrIo che non ho mai aperto nemmeno un account su Flick o del.cio.us, che non uso servizi come Digg o OK Notizie nelle mie giornate (I bottoncini che ci sono momentaneamente a fine post non contano 😛 ), che la musica la ascolto allo stereo piuttosto che su Last.fm, che alle community 2.0 attuali preferisco ancora un forum come quello di MLI, e che al massimo scambio quattro chiacchiere con amici su MSN.

E così alla fine anche io sono stato tentato dal fare un passo (uno solo però) ulteriore verso questo nuovo mondo con l’iscrizione ad un nuovo servizio: Tumblr.

Niente di eccezzionale. Resto ancora ben distante dall’essere un vero netizen 2.0 (per mia fortuna 😀 ). Ma Tumblr era in effetti quello che mi mancava per poter ritenere sufficientemente completa “la mia espressione sul web”. Almeno per il momento.

In un blog come questo infatti risulta difficile inserire quei commenti, quei pensieri, o quelle idee fugaci che ti passano per la mente durante le giornate. Giornate costituite essenzialmente da momenti che spesso meritano di essere ricordati (anche se a volte vorresti cancellarli per sempre), così come di semplici dialoghi, più o meno interessanti o significativi, e che certo non possono avere molto spazio qui sul blog.

Ecco dunque che, grazie al mitico Giovanni Mazzarello (aka EntropheaR), viene anche a me la felice idea di unirmi alla truppa dei miniblogger di Tumblr.

E’ una sorta di blog for dummies senza i commenti. Sì, è una cavolata. Però è comodo 😉

Ho aperto il mio account da pochi minuti e non posso che confermarlo. Non mi stupirei se tra poco tempo non riuscissi più a farne a meno 😆 .

Per il prossimo futuro spero di riuscire ad integrarlo adeguatamente direttamente qui sul blog (in fondo questo spazio è nato proprio per riunire tutta la mia vita in un luogo unico no? E non vorrei certo ritrovarmi in questa apocalittica situazione 😆 ). Nel frattempo se a qualcuno interessa davvero quello che mi può passare per la mente questo è il link: Insel der Engel’ -pensieri & parole e…. Enjoy 😉

Cinema: L'allenatore nel pallone 2

Ed alla fine il tanto atteso (ma soprattutto pubblicizzato) L’allenatore nel pallone 2 è uscito nelle sale.

L'allenatore nel pallone 2

Ed ovviamente io ed alcuni amici non potevamo certo perdercelo. Se non altro per vedere quanto sarebbero riusciti a peggiorare quel capolavoro che è stato il primo capitolo.

Purtroppo la risposta è tanto.

Sicuramente a quest’ora centinaia di pseudo-critici improvvisati come me ne avranno già parlato e, probabilmente, piuttosto male. Perchè dovrei quindi esimermi io? 😛

In realtà il film non è malaccio. Inizialmente anzi sembra pure molto promettente. Tuttavia qualsiasi spettatore credo si sia subito reso conto di quanto il nuovo capitolo sia lontano dal suo predecessore.

L'allenatore nel pallone - LocandinaL’allenatore nel pallone, uno dei simboli principe di quel filone trash tanto criticato all’epoca quanto osannato oggi, è davvero un cult estremamente divertente. Dominato da personaggi che giocano alla perfezione nel loro ruolo (tanto per non andare lontano: i mitici Gigi e Andrea 😀 ) ed una trama veloce e ricca di colpi di scena sempre più esilaranti.

La stessa cosa non può certo dirsi per il seguito.

Ricco di tanti nomi illustri, questi fanno più una comparsata piuttosto che avere un vero senso ai fini della trama. Con un Biagio Izzo, ad esempio, che nonostante sia in grado di strappare qualche risata con le gag tipiche della sua maschera, non si sa bene perchè sia stato chiamato a far parte del cast (forse un disperato tentativo di accaparrarsi qualche risata?).

E che dire della triade formata da Del Piero, Totti e Buffon, ridotta a recitare una delle scene più insulse del film (per altro nemmeno tanto divertente) al solo scopo di avere i loro nomi da sfruttare per la propaganda della pellicola?

Niente. E’ molto meglio non parlarne. Persino Mughini non convince affatto e questo credo sia piuttosto sintomatico 😛 .

Passando ad altro ci si ritrova poi davanti ad panoramica molto superficiale di tutto quel mondo calcistico che ogni tifoso che si rispetti (ovvero non io 😛 ) vive ogni weekend della stagione sportiva. Una serie di interviste e comparsate in questa o quella trasmissione che nulla aggiungono alla già scarsa trama. E proprio la trama è infatti uno dei punti più deboli di questo film limitandosi per lo più a ripercorrere passo passo quanto si è già visto nel primo capitolo. Persino alcune gag (tra l’altro fra le più divertenti) non sono altro che delle “cover” (Roma – Longobarda vi dice niente? 😀 ).

Ma allora è una pellicola da bruciare? Direi di no. In fondo le note positive non mancano.

Molto simpatico ad esempio risulta il presidente Lotito, capace di dar vita ad una divertente gag con Canà proprio quando meno te lo aspetti 😀 . Ed anche uno dei pilastri del primo capitolo, il mitico Fulgenzio Crisantemi, è in grado di fornirci grasse risate sia nelle scene in cui recita lui stesso che in quelle interpretate dalla sua reincarnazione 😛 (di più non posso dire).

L'allenatore nel pallone 2 L'allenatore nel pallone 2 L'allenatore nel pallone 2
Immagini: FilmUp

A confermarsi poi l’anima della pellicola è proprio Lino Banfi che, nonostante sembri davvero un po’ il nonno Libero che abbiamo visto in questi anni, riesce ancora a convincere anche come Oronzo Canà. Certo non è più quello che abbiamo visto nel lontano 1984 ma non è nemmeno da buttar via.

Altri aspetti degni di nota? Tanta (ma tanta) patacca di livello atomico per tutti i gusti ed i palati 😛 (Vi bastano Ilaria D’Amico ed Anna Falchi?). Ed in fondo si sa che ormai questi film puntano più su questo che sul resto.

Tirando le somme sembra che il nuovo capitolo abbia seguito alla lettera il piano dei due mascalzoni (Willy Borlotti e Ivan Ramenko) a capo della Longobarda: cercare di gonfiarne quanto più possibile le azioni (vedi tanta pubblicità con Totti & Co.) e accaparrare tutto ai danni di chi resta lì speranzoso di una svolta.

Insomma L’allenatore nel pallone 2 delude, e parecchio, chiunque sia andato in sala sperando in qualcosa che soltanto somigliasse ai mitici trash anni ’80. Ma se siete fra quanti sono solo in cerca di qualche risata, una serata simpatica, e non disdegnate in genere i classici panettoni natalizi alla De Sica e Boldi, non avete di che preoccupari: avrete esattamente quello per cui avete pagato.

E proprio questa è stata infatti la nota più positiva: una bella serata in compagnia di amici come da tempo ormai non mi capitava. Che sia merito del modulo a farfalla? 😀

Chiudo quindi questa mia prima recensione un po’ alla Gialappa’s Band con un “Ci piace ricordarlo così” 😀 :

Mr. Canà

PS
Per i nostalgici: Hokuto Audioteca. Enjoy 😉

Al K-1 Opera stende tutti

La vigilia del nuovo anno non è stata importante solo perchè preannunciava la nascita di questo blog 😛 , ma anche perchè Opera ha conseguito un altro successo (e che vi aspettavate vi dicessi? 😀 )

Questa volta però non si tratta di browser, internet o qualsivoglia argomento correlato al mondo virtuale.

Al K-1 PREMIUM 2007 Dynamite!!, un evento in cui atleti si sfidano in un misto di kickboxing e arti marziali varie, il combattente sponsorizzato da Opera ASA, il compatriota Joachim Hansen, ha ottenuto alla fine il titolo in una (sembra) sfida davvero emozionante contro l’avversario Kazuyuki Miyata.

A quanto pare l’evento gode di molta popolarità in Giappone, dove lo scorso anno si è accaparrato ben 20 milioni di spettatori ovvero il 20% della popolazione.

E conoscendo i jappo non è che la cosa mi stupisca troppo in realtà 😛

Joachim Hansen Pants

La cosa acquista quindi particolare rilievo per la società norvegese che, puntando sul fatto che il suo atleta vestiva sempre “abiti” (diciamo 😛 ) sponsorizzati, sia durante l’incontro che nelle interviste, e sul vasto pubblico (per lo più giovane) che ne ha seguito la vittoria, può sperare di allargare ulteriormente il suo market share nel paese del Sol Levante.

Sia come sia resta comunque una gran soddisfazione in casa Opera che, da qualche tempo ormai, punta molto su simili manifestazioni per rafforzare l’immagine dei suoi prodotti.

Ecco infine la foto della vittoria ed il video dell’incontro. Per le altre foto vi rimando al blog del campione 😀

Joachim Hansen Victory