Non credo esistano parole per descrivere l’ennesima barbarie commessa dai legali di Square Enix nei confronti dell’operato di fan e sostenitori.

Apprendo sgomento la notizia secondo cui la nota software house nipponica, madre di capolavori eterni del calibro di Final Fantasy e Chrono Trigger, è appena riuscita a portare a termine la sua campagna di “rivendicazione dei diritti d’opera” sulla seconda saga citata, intimando immediata ed imperitura chiusura di tutti i progetti legati a modifica ed hacking della ROM originale del gioco portati avanti dal team del Chrono Compendium.

Una campagna che, è bene ricordarlo, getta le sue radici già diversi anni addietro, in tempi in cui il promettentissimo progetto Chrono Resurrection (di cui da tempo mi riprometto di parlare, così come di tutto il “Chrono World”), e molti suoi fratelli più o meno degni di nota, furono brutalmente abbattatuti dalla cieca noncuranza di qualche manager non troppo avvezzo “alle cose del web”.

Cosa abbia spinto il colosso nipponico ad agire in tal modo è difficile dirlo. Probabilmente il semplice desiderio di aver tutto sotto il proprio controllo, in ragione di logiche economiche ben distanti dalla mente e dal modus operandi dei fan, è motivo più che valido per dare il via alla propria caccia alle streghe.

L’unica cosa certa è che a finire sotto la scure dei legali di Square Enix sono stati questa volta non soltanto i singoli progetti di ROM hacking che, per la cronaca, sono ben sei:

  • Chrono Trigger: Crimson Echoes
  • Chrono Trigger: Prophet’s Guile
  • Retranslation of Chrono Trigger
  • Chrono Trigger Re-amped
  • Chrono Trigger Rebirth
  • Chrono Trigger Azala Style

bensi l’intera architettura alla base di tale pratica, colpita direttamente al cuore.

Square Enix, preoccupandosi del fatto che simili progetti non vedano mai più la luce, ha infatti imposto al team del Compendium di procedere anche all’eliminazione di tutto il materiale e della documentazione legati a tale pratica, includendo quindi anche il celebre Temporal Flux (l’editor creato appositamente per navigare e modificare il mondo contenuto all’interno della ROM) e tutte le sezioni del portale e del forum ad essa dedicate.

Una azione a mio avviso degna delle peggiori dittature, ed un durissimo colpo da cui ben difficilmente l’underground degli appassionati riuscirà a riprendersi.

Una mossa accuratamente studiata a tavolino valutando con attenzione le dinamiche di quel mondo che aveva pian piano accentrato tutto il suo sapere e la sua conoscenza in una sola capitale rispondente al nome di Chrono Compendium, forse la più riuscita community del suo genere nel world wide web.

Ma proprio il rivestire il ruolo di “capitale del sapere” è stata la sua stessa rovina in quanto è bastato colpire la colonna centrale per far crollare l’intero castello dalle fondamenta. Una cosa che difficilmente sarebbe potuta accadere con il ben più diffuso modello di decentralizzazione a gruppi indipendenti ormai praticamente inesistente nel Chrono World.

Per quel che riguarda le modalità di azione, anche in questa occasione la strategia usata dai legali è stata naturalmente la già ben collaudata missiva (per chi volesse leggerla eccone allegata una copia) di Cease and Desist, cessa e desisti, una pratica ben nota negli ambienti per la sua comprovata validità nell’ottenere il risultato desiderato senza dover passare per le noiose aule di un tribunale. La minaccia di essere coinvolti in una azione legale e trascinati in tribunale è sicuramente un qualcosa a cui difficilmente un gruppo di ragazzi, guidati unicamente dalla propria passione, potrebbe affrontare a cuor leggero. Cosa che lo stesso ZeaLitY, leader del team, non manca di precisare nell’annuncio:

We do not accept the validity of Square Enix’s claims, nor the legal rationale underpinning their position. Nonetheless, we are complying with their demands so as to avoid the expenses and burdens of litigation, because, frankly, they can afford a frivolous lawsuit more than we can.

Del resto c’è da dire che in tribunale non avrebbero di certo avuto una qualche possibilità di vittoria, con l’unico risultato di doversene accollare le spese per essere infine condannati ad ulteriori sanzioni.

La legge è dalla pate di Square Enix che detiene tutti i diritti sulla sua opera, non vi sono dubbi su questo. Resta invece un mistero come tale azienda possa aver tradito così brutalmente la fiducia e la stima dei suoi fan dilaniandone l’operato senza il benchè minimo rimorso. Fan che, è doveroso ricordare, hanno contribuito moltissimo per mantenere in vita un mito che avrebbe altrimenti perso la sua fama decine di anni fa e diffondendone il culto ai quattro venti senza chiedere nulla in cambio.

Cosa che, per i meno informati, si è tradotta anche in un non indifferente volume di vendite per l’ultima reincarnazione del gioco originale sulla piattaforma portatile Nintendo: Chrono Trigger DS.

Ad ogni modo è inutile piangere sul latte versato. Imparata la lezione sul dare fiducia ad una macchina sfornasoldi, tutto quello che resta da fare è aspettare che le acque si calmino e le forze vengano riorganizzate altrove (ed in altre forme!) per far continuare a vivere un mito che, come dimostra l’intricato underground ad esso correlato, non avrà mai fine.

PS: E per i più smaliziati il consiglio è di puntare i propri muli su Temporal Flux e affini prima che questi gloriosi pezzi di storia e conoscenza vengano persi per sempre. 😉