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Speed Dial: come cambiarne immagini e titoli

Come già fatto notare in passato, una delle funzionalità di Opera più gradite dagli utenti è stata senza ombra di dubbio lo Speed Dial, al punto che ormai quasi tutti i concorrenti ne hanno preso ispirazione per trasformare la pagina bianca del browser in qualcosa di realmente utile.

E se la volta scorsa vi avevo mostrato come aumentarne gli slot in base alle vostre esigenze, oggi vorrei concentrarmi su come personalizzarne l’aspetto grafico attraverso la modifica delle miniature e dei titoli mostrati.

Cambiare le miniature

Ogni volta che un sito viene aggiunto ad uno slot Opera ne crea automaticamente una piccola miniatura. Ma a volte potrebbe venir voglia di sostiture queste immagini con qualcosa di più consono ai propri gusti o magari più efficace, come potrebbe esserlo ad esempio un logo.

Nulla di più facile:

  1. Per prima cosa create la vostra immagine e salvatela in formato PNG. Non esistono particolari limitazioni sulle dimensioni ma vi consiglio comunque di non andare oltre una risoluzione di 256×192 pixel.
  2. Aprite la cartella thumbnails contenuta nella directory del vostro profilo.
  3. Quindi sostituite l’immagine originale associata al sito di vostro interesse con quella da voi creata preoccupandovi di rinominarla usando lo stesso nome file.
  4. Impostate infine i permessi del file in sola lettura (click tasto destro > Proprietà > Sola lettura ) in modo che Opera non possa più sovrascriverla.

A questo punto avviando il browser dovreste ritrovare la vostra immagine in bella mostra.

Cambiare i titoli

Anche in questo caso il titolo impostato da Opera potrebbe non essere di proprio gradimento vista la spiacevole abitudine di molti webmaster di scambiare il titolo della pagina con la descrizione della stessa.

Ma anche stavolta porre rimedio alla cosa non è un’impresa impossibile:

  1. Aprite il sito che volete aggiungere ad uno slot
  2. Apritene il codice sorgente (Visualizza > Sorgenti della pagina)
  3. Cercate e sostituite il testo racchiuso fra i tag <title></title> con il quello che volete assegnare allo slot
  4. Cliccate su “Applica cambiamenti” nella barra in alto
  5. Trascinate quindi la scheda su uno slot
  6. Cliccate infine con il tasto destro sullo slot appena riempito, andate su Aggiorna ogni e selezionate Mai. Questo impedirà ad Opera di annullare la vostra modifica in futuro.

Per “dovere di cronaca” ricordo che Tamil ha sviluppato sul suo blog anche un altro metodo che permette di raggiungere l’obiettivo anche in quei pochi casi in cui il procedimentoo esposto sopra non dovesse funzionare. Ritenendolo tuttavia inutilmente lungo e complesso ho preferito non trattarlo qui. Per chi fosse interessato può sempre far riferimento al post originale. 😉

Evitare che Hiddy blocchi i commenti genuini

Qualche tempo fa, parlando degli inspiegabili problemi generati dal plugin Hiddy su molti blog che sono solito leggere, avevo deciso di disattivarlo su questo blog in attesa di capirne di più.

In questo periodo Insel der Engel’ si è quindi basato  unicamente sulla protezione offerta da Akismet che, seppur ottima, ha l’inconveniente di costringermi ogni giorno a verificare di persona la genuinità di un discreto numero di commenti. Ed è proprio in momenti come questi che ti rendi conto come ad Hiddy non si può rinunciare così facilmente. 😛

Mettendo quindi insieme tutti i dati in mio possesso credo di essere riuscito a trovare una soluzione abbastanza soddisfacente.

Sapendo infatti che il problema si presenterà:

  • se l’utente durante l’inserimento del commento utilizza estensioni per Firefox o strumenti vari (fra cui anche il Wand di Opera) che compilano automaticamente i form;
  • in altre situazioni al momento non meglio definite,

e che in caso di errore verrà restituita una pagina html generata dal plugin, ho semplicemente pensato di andare a modificare quest’ultima per fornire all’utente tutte le informazioni necessarie ad aggirare l’ostacolo e, se ciò non fosse possibile, invitandolo a contattarmi.

Per chi fosse interessato basta modificare il file hiddy.php, presente all’interno della cartella del plugin, sostituendo il codice presente da linea 145 a 149 (versione 1.3 del plugin) con il seguente:

// showing error message
echo '<html><body>';
echo '<h1>Attenzione!</h1>';
echo '<p>Il sistema ha rilevato tentativo di spam. </p>';
echo '<p>Se stai vedendo questo messaggio di errore probabilmente stai usando uno strumento di riempimento automatico dei form. Se così fosse torna alla pagina precedente e dopo averla ricaricata compila i campi del modulo manualmente.</p>';
echo '<p>Se il problema persiste contattami al seguente indirizzo email: <a href="mailto:[email protected]">[email protected],com</a> </p>';
echo 'Hiddy! for WordPress by <a href="http://www.etechs.it">Enrico Zogno</a> and <a href="http://blog.merlinox.com">Merlinox</a> <br />';
echo '</body></html>';

Dove ovviamente dovrete modificare almeno l’indirizzo email da contattare. 😆

Ad ogni modo questa modifica è ulteriormente migliorabile aggiungendo un modulo di contatto anzichè il solo indirizzo, così come si potrebbe integrare in php un sistema che invii una notifica all’amministratore ogni qualvolta un utente approda in quella pagina, ma non avevo nè il tempo nè la voglia di dedicarmi alla cosa.

Se qualcuno più volenteroso volesse cimentarsi sarebbe comunque cosa gradita. 😉

Eliminare "Fare clic per attivare ed utilizzare questo controllo" in Opera.

In questi ultimi giorni pare che la community di Opera sia estremamente viva ed arzilla.

Fra le decina di novità ed articoli vari, uno in particolare ha attirato la mia attenzione. A quanto pare infatti l’utente Rafal è riuscito a trovare il modo di aggirare il fastidioso behaviour tenuto da Opera per gli embedded object in seguito alla battaglia legale di Eolas.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, Eolas ha qualche anno fa registrato un brevetto sulla tecnologia impiegata per includere elementi come flash all’interno di una pagina web. A seguito di tale brevetto Opera, a differenza del ben più facoltoso colosso Microsoft che ha potuto pagarne i diritti d’uso, è stata quindi costretta ad adottare un workaround per non incappare in cappelle legali. Il problema non riguarda invece i software Mozilla o Webkit based in quanto è stato data da Eolas via libera ai software open source.

Ad ogni modo questo non è bastato a scoraggiare Rafal che si è quindi industriato per aggirare il problema costruendosi una build personalizzata di Opera.

Grazie a qualche ricerca all’interno delle DLL del programma è alla fine riuscito a trovare il codice incriminato, che per la cronaca agisce creando un elemento in overlay all’oggetto, e quindi sostituirlo.

Per chi fosse interessato ecco in breve come procedere:

  • Procuratevi UPX e XVI32
  • Decomprimete il file opera.dll con UPX
  • Apritelo quindi con XVI32
  • Cercate: F7 D8 1B C0 F7 D8 C2 04 00 FF 74
  • Sostituitelo con: F7 D8 1B C0 B0 01 C2 04 00 FF 74

Il procedimento è valido sia per Opera 9.63 che per Opera 10 alpha, ma in quest’ultima la stringa incriminata è presente due volte e va sostituita la seconda.

Per chi invece preferisse non metter mano a simili procedure può invece scaricare questo comodo tool che, una volta estratto nella directory di Opera ed eseguito, provvederà a fare il lavoro sporco per voi.

Aggiungere Web Mail provider in Opera 10

Attenzione: il procedimento descritto nell’articolo fa riferimento ad una funzionalità ancora in lavorazione che pertanto potrebbe subire modifiche anche sostanziali in un prossimo futuro.

Nell’articolo precedente abbiamo visto come le ultime build di Opera 10 siano in grado di gestire le Web Mail come client di posta predefinito e vi avevo anticipato che, qualora il vostro provider non fosse fra quelli disponibili, sarebbe stato comunque possibilie aggiungerlo manualmente. Vediamo quindi come aggiungere il nostro provider.

Innanzitutto localizziamo il file webmailproviders.ini che si trova nella cartella \defaults della directory di Opera. Questo contiene la lista di tutti i servizi disponibili nella forma seguente:

[Gmail]
ID=1
URL=https://mail.google.com/mail/?extsrc=mailto&url=%s
ICON=http://mail.google.com/favicon.ico

I meno smaliziati si chiederanno probabilmente cosa significhino esattamente queste stringhe e come usarle.

  • La prima riga indica il nome del provider che verrà visualizzato nel programma. Trattandosi di un file .ini ovviamente è necessario racchiudere il nome fra parentesi quadre.
  • ID indentifica in modo univoco il servizio. E’ necessario usare una numerazione progressiva per i vari servizi.
  • URL è l’indirizzo usato dal provider per gestire il protocollo mailto attraverso la web mail. “%s” è la parte variabile che verrà di volta in volta sostituita con i dati del link mailto che cliccherete (indirizzo, oggetto, ecc…).
    Attualmente sono permessi anche URL Data e Javascript.
  • Icon infine indica il percorso della favicon della web mail.

Alla luce di tutto ciò appare quindi evidente che per poter aggiungere il nostro servizio di posta è necessario conoscere l’indirizzo dell’handler mailto (URL).

Purtroppo però non tutti i provider hanno tale caratteristica, ma possono ugualmente compilare i vari campi automaticamente specificandoli con variabili separate, anzichè con la sola “%s”, secondo questo schema:

  • %t = il destinatario
  • %s = l’oggetto
  • %m = il corpo del messaggio
  • %c = CC’d recipients
  • %b = BCC’d recipients.

Per rendere meglio l’idea analizziamo quindi come dovrebbe essere modificato l’URL nel caso di Gmail:

"http://mail.google.com/mail/?view=cm&fs=1&to=%t&su=%s&body=%m&cc=%c&bcc=%b"

Ancora una volta però i problemi non mancano in quanto, almeno per il momento, Opera non è ancora in grado di gestire questo tipo di URL e bisogna prima trasfromarli in un Data o Javascript URL come nell’esempio seguente:

[Operamail.com]
ID=4
URL=javascript:(function(uri)%7B%0D%0Afunction%20decode(s)%7Btry%7Breturn%20decodeURIComponent(s).replace(%2F%5Cr%5Cn%7C%5Cr%7C%5Cn%2Fg%2C%22%5Cr%5Cn%22)%3B%7Dcatch(e)%7Breturn%20%22Opera%20percent-decode%20error%22%3B%7D%7D%0D%0Afunction%20encode(s)%7Btry%7Breturn%20encodeURIComponent(s)%3B%7Dcatch(e)%7Breturn%20%22Opera%2520percent-encode%2520error%22%3B%7D%7D%0D%0Afunction%20escapeInvalidHH(s)%7Breturn%20s.replace(%2F%25(%3F!%5B0-9A-F%5D%7B2%7D)%2Fgi%2Cfunction()%7Breturn%20%22%2525%22%3B%7D)%3B%7D%0D%0Afunction%20escapeUnsafeHH(s)%7Breturn%20s.replace(%2F%2500%7C%2501%7C%2502%7C%2503%7C%2504%7C%2505%7C%2506%7C%2507%7C%2508%7C%250B%7C%250C%7C%250E%7C%250F%7C%2510%7C%2511%7C%2512%7C%2513%7C%2514%7C%2515%7C%2516%7C%2517%7C%2518%7C%2519%7C%251A%7C%251B%7C%251C%7C%251D%7C%251E%7C%251F%2Fgi%2Cfunction(match)%7Breturn%20encode(match)%3B%7D)%3B%7D%0D%0Afunction%20filterSingleLine(s)%7Breturn%20s.replace(%2F%5Cr%7C%5Cn%2Fg%2C%22%22)%3B%7D%0D%0Afunction%20MailtoURIParser(s)%7Bthis.parse(escapeUnsafeHH(escapeInvalidHH(%22to%3D%22%2Buri.substr(7).replace(%2F%5C%3F%2F%2C%22%26%22))))%3B%7D%0D%0AMailtoURIParser.prototype%3D%7Bparse%3Afunction(dataset)%7Bthis.to%3Dthis.subject%3Dthis.body%3Dthis.cc%3Dthis.bcc%3D%22%22%3Bvar%20ref%3Dthis%3Bdataset.replace(%2F(%5B%5E%3D%26%5D%2B)%3D(%5B%5E%26%5D*)%2Fg%2Cfunction(match%2Chname%2Chvalue)%7Bhname%3Ddecode(hname).toLowerCase()%3Bif(hname%3D%3D%22to%22)%7Bif(hvalue!%3D%22%22)%7Bif(ref.to!%3D%22%22)%7Bref.to%2B%3D%22%252C%2520%22%3B%7Dref.to%2B%3Dhvalue%3B%7D%7Delse%20if(hname%3D%3D%22cc%22)%7Bif(hvalue!%3D%22%22)%7Bif(ref.cc!%3D%22%22)%7Bref.cc%2B%3D%22%252C%2520%22%3B%7Dref.cc%2B%3Dhvalue%3B%7D%7Delse%20if(hname%3D%3D%22bcc%22)%7Bif(hvalue!%3D%22%22)%7Bif(ref.bcc!%3D%22%22)%7Bref.bcc%2B%3D%22%252C%2520%22%3B%7Dref.bcc%2B%3Dhvalue%3B%7D%7Delse%20if(hname%3D%3D%22subject%22)%7Bref.subject%3Dhvalue%3B%7Delse%20if(hname%3D%3D%22body%22)%7Bif(!(hvalue%3D%3D%22%22%26%26ref.body%3D%3D%22%22))%7Bif(ref.body!%3D%22%22)%7Bref.body%2B%3D%22%250D%250A%22%3B%7Dref.body%2B%3Dhvalue%3B%7D%7D%7D)%3Bthis.to%3Dencode(filterSingleLine(decode(this.to)))%3Bthis.subject%3Dencode(filterSingleLine(decode(this.subject)))%3Bthis.body%3Dencode(decode(this.body))%3Bthis.cc%3Dencode(filterSingleLine(decode(this.cc)))%3Bthis.bcc%3Dencode(filterSingleLine(decode(this.bcc)))%3B%7D%2Cformat%3Afunction(s)%7Bvar%20ref%3Dthis%3Breturn%20s.replace(%2F(%25%25)%7C(%25T)%7C(%25S)%7C(%25M)%7C(%25C)%7C(%25B)%7C(%25w)%2Fg%2Cfunction(match%2Ca%2Cb%2Cc%2Cd%2Ce%2Cf%2Cg)%7Bif(a)return%20%22%25%22%3Bif(b)return%20ref.to%3Bif(c)return%20ref.subject%3Bif(d)return%20ref.body%3Bif(e)return%20ref.cc%3Bif(f)return%20ref.bcc%3Bif(g)return%20encode(%22mailto%3A%22%2Bref.to%2B%22%3Fsubject%3D%22%2Bref.subject%2B%22%26body%3D%22%2Bref.body%2B%22%26cc%3D%22%2Bref.cc%2B%22%26bcc%3D%22%2Bref.bcc)%3B%7D)%3B%7D%7D%3B%0D%0Aif(uri.search(%2Fmailto%3A%2Fi)!%3D0)%7Bthrow%20%22Not%20a%20MailtoURI%22%3B%7D%0D%0Avar%20parser%3Dnew%20MailtoURIParser(uri)%3B%0D%0Avar%20compose%3Dparser.format(%22http%3A%2F%2Fmymail.operamail.com%2Fscripts%2Fmail%2FOutblaze.mail%3Fcompose%3D1%26did%3D1%26a%3D1%26to%3D%25T%26subject%3D%25S%26body%3D%25M%26cc%3D%25C%26bcc%3D%25B%22)%3B%0D%0Avar%20a%3Ddocument.createElementNS(%22http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F1999%2Fxhtml%22%2C%22a%22)%3Ba.href%3Dcompose%3Ba.click()%3B%0D%0A%7D)(%22%s%22)%3B
ICON=http://www.opera.com/favicon.ico

Chiaramente si tratta di una procedura non alla portata di tutti e che, si spera, presto non sarà più necessaria. Ma se nel frattempo volete cominciare a sperimentare nessuno potrà impedirvelo. 😉

Integrare Foxit Reader in Opera, Safari e Chrome

Attenzione: nell’articolo viene preso in considerazione prevalentemente Opera ma il procedimento è valido anche per Firefox, SeaMonkey, Flock, Safari, Google Chrome e qualsiasi altro browser NPAPI compatibile.

Uno dei software più interessanti scoperti in questi ultimi anni è stato, senza ombra di dubbio, Foxit Reader.

Francamente non credo abbia bisogno di presentazioni ma, per chi non lo conoscesse ancora, si tratta della più valida alternativa ad Adobe Reader non soltanto in grado di gestire alla perfezione qualsiasi file in formato PDF, ma risultando anche notevolmente più leggero e veloce del rivale e ricco di funzionalità aggiuntive.

Una delle poche pecche consisteva però nell’assenza di un plugin che ne permettesse l’integrazione all’interno del browser web per la visualizzazione dei documenti direttamente in quest’ultimo senza dover prima scaricarli e poi aprirli all’interno dell’applicazione. Fortunatamente con la versione 3, uscita qualche tempo fa, anche questo divario è stato colmato con il rilascio di un plugin compatibile con tutti i browser che usino lo standard Netscape’s Plugin API (NPAPI), ovvero tutti eccetto Internet Explorer.

Tuttavia, almeno per il momento, riuscire ad utilizzare questa nuova funzione in browser diversi da Firefox non è poi così immediato a causa di alcune “sviste” da parte degli sviluppatori che hanno preferito utilizzare un proprio metodo di installazione anzichè basarsi sul ben più collaudato e sicuro standard aperto. La cosa è stata già segnalata dagli sviluppatori di Opera ASA sul forum di Foxit Software e verrà probabilmente corretta nella prossima major release, ma, nel frattempo, ecco come procedere per poterne usufruire anche su browser diversi da Firefox.

Innanzitutto bisognerà procurarsi il plugin.

Se nel vostro sistema è installato anche Firefox (non valgono le varie versioni portable) ecco i passaggi da seguire, in caso contrario saltate (ovviamente) il primo punto:

  1. Assicuratevi che Firefox sia chiuso
  2. Aprite Foxit Reader
  3. Andate su Help > Check for Updates Now…
  4. Nella finesta che si aprirà selezionate nel box a sinistra “Firefox Plugin” e cliccate su Add
  5. Quindi cliccate su Install.

Partirà il download e l’installazione del plugin.

A questo punto, se Firefox era presente e tutto è andato a buon fine, avrete già finito in quanto Opera, per impostazione predefinita, userà anche i plugin installati all’interno della cartella di Firefox.

Se invece così non fosse dovrete copiare manualmente nella cartella dei plugin di Opera il file npFoxitReaderPlugin.dll che si trova (a meno non abbiate installato il programma in una diversa directory) in C:\Programmi\Foxit Software\Foxit Reader\plugins.

A questo punto, non appena vi imbatterete in un documento PDF, vi verrà richiesto se volete aprirlo direttamente in Opera usando il plugin di Foxit o preferite invece salvarlo.

Se invece non desiderate che vi venga richiesto ogni volta, basterà selezionare la casellina un basso o, se questa non fosse (come nel mio caso) attiva, andare su Strumenti > Preferenze… > Avanzate > Download, cercare l’estensione pdf, cliccare su Modifica… e selezionare l’ultima opzione (Usa plug-in).

Ed ecco infine il risultato ottenuto:

NB: Il procedimento descritto a volte sembra non dare buon esito causando il crash del browser. In questo caso è probabile che Foxit non abbia registrato correttamente il plugin. Per risolvere aprite la riga di comando e digitate:

regsvr32 /s "%ProgramFiles%\FOXITS~1\FOXITR~1\plugins\FOXITR~1 .OCX"

Ora dovreste essere in grado di usare correttamente il plugin. Se provate fatemi avere i vosti feedback. 😉

Minibarre in Opera

Articolo aggiornato ad Opera 9.6

Con l’uscita di Opera 9.5 sono state introdotte moltissime nuove funzioni cui è stato dato ampio risalto in un po’ tutte quelle testate in qualche modo correlate all’argomento browser ed internet, senza dimenticare il rumoroso eco, spesso in anteprima, generato dalla blogosfera mondiale e sui forum.

Funzioni come la sincronizzazione di Opera Link, la nuova adress bar e la Full History Search, o la graffiante skin adottata, non hanno ormai bisogno certo di presentazioni.

Una funzionalità che è invece passata inosservata,  al cospetto di simili novità, è stata una nuova opzione di customizzazione dell’interfaccia che ha permesso agli sviluppatori di costruire una status bar meno invadente e sicuramente più gradevole anche graficamente. Quello che non tutti hanno però afferrato è che il trucchetto può essere esteso a qualsiasi altra barra si voglia tramite una semplice modifica al file .ini della toolbar. Il risultato sarà una riduzione del 20% delle dimensioni dei pulsanti in essa presenti, cosa ad esempio molto utile per quelle barre di secondaria rilevanza.

Ecco dunque come procedere.

Per prima cosa è necessario individuare il file toolbar.ini (il cui nome può variare) in uso. Se non sapete come fare sul blog è disponibile una guida in proposito.

A questo punto, dopo averlo aperto con un editor di testi (consiglio PSPad o Notepad++, ma anche il semplice Blocco Note di Windows è sufficiente), basterà cercare la sezione [NOME BARRA.style] (dove NOME BARRA andrà chiaramente sostituito con quello relativo alla barra di interesse) ed aggiungere all’elenco la riga Mini Buttons=1.

Nel caso la sezione non fosse presente potrete crearla voi stessi. Inoltre per chi desidera l’effetto inverso basterà cambiare la stringa con Mini Buttons=0. Ecco dunque un esempio il cui codice applicherà l’effetto “mini” alla Barra di visualizzazione.

[Document View Toolbar.style]
Mini Buttons=1

Ed ecco infine i codici da usare per le principali barre :

  • Barra principale: [Browser Toolbar.style]
  • Barra personale: [Personalbar.style]
  • Barra di stato: [Status Toolbar.style]
  • Barra degli indirizzi: [Document Toolbar.style]
  • Barra di navigazione: [Site Navigation Toolbar.style]
  • Barra di visualizzazione: [Document View Toolbar.style]
  • Pannelli: [Hotlist Panel Selector.style]

Opera Mini sulla PSP

Questo articolo è basato sull’originale “A better browser” scritto da EspenAO e disponibile in lingua inglese sul blog di My Opera Community.

Il piccolo gioiellino di casa Sony è sicuramente uno tra i più riusciti aggeggini tecnologici degli ultimi tempi, riuscendo a catturare senza fatica l’attenzione di grandi e piccini per giornate intere non solo attraverso il tema videoludico, ma anche grazie alla sua grande versatilità e le sue mille funzionalità.

Un comparto che però, a detta di numerosissimi utenti, non sembra essere riuscito molto bene alla casa nipponica è quello della navigazione web, campo in cui la diretta concorrente Nintendo DS sembra avere invece riscosso molto successo grazie alla partnership con Opera ASA, impegnata anche con la sorella maggiore Nintendo Wii.

Per risolvere questo inconveniente un utente si è quindi industriato per sostiture il browser predefinito con il ben più collaudato ed efficiente Opera Mini che, dai feedback ricevuti, pare essere anche notevolmente più veloce oltre che capace di gestire a dovere Javascript e relative web application.

Per cominciare ecco cosa occorre:

Una volta scaricati dalla rete e caricati sulla PSP, lanciate PSPKVM, selezionate i files di Opera Mini e premete il tasto cerchio. Verrà eseguita l’installazione del software che sarà quindi accessibile dal menu principale.

A questo punto non eseguite ancora il browser in quanto non funzionerà senza aver prima configurato una rete dal pannello “Impostazioni di rete”. Quindi, dopo aver selezionato J2ME Standard (480×272) da “Select preferred device”, e salvato il tutto potrete finalmente godervi il web come dovrebbe essere. 😉

NB : Non avendo una PSP a disposizione non ho avuto modo di eseguire di persona alcun test. Eventualmente fare riferimento all’articolo originale di Sconer sul forum di QuickJump network o al forum di My Opera.

Personalizzare toolbar e menu in Opera

Come detto diverse volte, Opera è sicuramente tra gli applicativi più customizzabili esistenti. A differenza del più noto e diretto concorrente però, la maggior parte delle personalizzazioni passa per la modifica manuale di alcuni files .ini.

In realtà esistono già in rete numerosissime personalizzazioni create da vari utenti e messe a disposizione di tutti tramite pochi click del mouse dalla comoda interfaccia grafica, in modo simile a quanto avviene con le estensioni di Firefox.

Tuttavia spesso si tratta di configurazioni eccessive o che non soddisfano completamente i nostri bisogni. Ecco dunque che bisognerà rimboccarsi le maniche ed eseguire personalmente le modifiche del caso, editando con un normale editor di testi (anche il Blocco Note di windows va benissimo) gli opportuni file di configurazione.

Principalmente sono due le configurazioni di interesse: le Toolbar ed i Menu.

Quali che siano le vostre esigenze, è comunque innanzitutto necessario individuare la loro posizione nella directory del disco. Se non sapete come fare ecco una esauriente spiegazione.

A questo punto, a seconda di ciò che dovremo fare, ecco come procedere:

Toolbar

Esistono diversi metodi per editare la toolbar, ognuno dei quali si rivela più comodo e/o veloce in determinate circostanze e meno in altre.

Se si vuole cominciare un lavoro da zero, basterà andare nella cartella \toolbar\ del proprio profilo, creare un nuovo file .ini (scegliete il nome che più vi piace purchè l’estensione sia .ini), ed incollare al suo interno questo testo:

Opera Preferences version 2.1
; Do not edit this file while Opera is running
; This file is stored in UTF-8 encoding

[INFO]
NAME=Custom Toolbar

Questo sarà la base di partenza per la vostra creazione ed Opera sarà già in grado di riconoscerla ed usarla. In questo caso, essendo il file ancora totalmente vuoto, il programma “riempirà” le sezioni mancanti con il corrispondente standard_toolbar.ini (tecnica nota come Fallback).

In alternativa potrete o copiare manualmente quest’ultimo file nella cartella del profilo (avendo cura di modificare la voce Name nella sezione [INFO] al suo interno per evitare confusione) , oppure agire dalla ben più comoda interfaccia grafica (Strumenti > Preferenze… > Avanzate > Barre strumenti e, dopo aver selezionato nel primo box “Opera Standard” cliccare su Duplica). Il risultato sarà il medesimo, ovvero avrete un file completo (in questo caso standard_toolbar (1).ini ) con cui lavorare.

Se invece la vostra intenzione è di modificare non la toolbar standard ma una configurazione già personalizzata (in seguito ad una vostra modifica dalla GUI o installata dalla rete) per aggiungere/rimuovere/cambiare qualcosa, questa sarà già presente nella cartella \toolbar\ del profilo. Se si tratta di una configurazione scaricata dalla rete il nome del file .ini dipenderà dalla decisione del suo autore (ad ogni modo, se non avete installato decine di toolbar differenti, non dovrebbe certo essere difficile individuarla), se invece il file è stato creato da Opera in seguito ad una vostra modifica (aggiunta/rimozione/spostamento di un tasto o di una barra) lo troverete come standard_toolbar (1).ini.

Menu

Valgono più o meno le considerazioni fatte per le toolbar. Se si vuole lavorare su un nuovo file ecco il testo da incollare nel file .ini creato all’interno della cartella \menu\ del profilo:

Opera Preferences version 2.0
; Menu specification file for Opera 7.0
; This file is stored in UTF-8 encoding

[Version]
File Version=2

[Info]
Name=Custom menu

Allo stesso modo si potrà duplicare un menu già esistente (standard o personalizzato è lo stesso) da Strumenti > Preferenze… > Avanzate > Barre strumenti selezionando dal secondo box la voce relativa e cliccando su Duplica.

L’unica differenza sta, chiaramente, nel fatto che i menu sono editabili unicamente manualmente (o installabili dalla rete) mentre non è possibile modificarli dalla GUI del programma come avviene invece per le toolbar.

E con questo si chiude questa guida base alla modifica di toolbar e menu, sperando di essere riuscito a fornire una panoramica quanto più completa possibile delle strade percorribili.

Le directory di Opera

Articolo aggiornato ad Opera 9.6

A dispetto delle credenze popolari che vedono in Firefox l’unico browser capace di adattarsi alle esigenze dell’utente, anche le capacità di personalizzazione di Opera possono lasciare sbalorditi.

La maggior parte di queste modifiche, a meno di non usare pacchetti autoinstallanti creati da altri utenti e disponibili in rete (su My Opera tanto per fare un esempio), passano però attraverso  la modifica manuale di alcuni files .ini del programma. Lungi dallo scopo di questo articolo spiegare come editare tali files, è invece di fondamentale importanza conoscerne l’ubicazione. Ecco dunque come procedere per sapere sempre dove trovare il file di nostro interesse.

Vi sono fondamentalmente due cartelle in cui Opera conserva i propri files: la directory di Installazione e quella del Profilo.

Per quanto riguarda la prima, generalmente non interessante per chi si dedica alla customizzazione, si tratta del percorso scelto in fase di installazione del programma che, salvo modifiche manuali, troverete in C:\Programmi\Opera (o, per essere più precisi, in %Program Files%\Opera).

Molto più utile è invece conoscere il percorso del proprio profilo visto che tutti i file che andremo ad editare sono (o andranno) salvati in esso. Per conoscerne l’ubicazione basterà semplicemente aprire il browser e andare su ? > Informazioni su Opera (Help > About Opera, nella versione inglese). Nella pagina che si aprirà, sotto la sezione Percorsi (o Paths, rispettivamente), troverete il suo percorso alla voce Cartella di Opera (Opera directory).

A questo punto potrete sbizzarrirvi nella creazione del browser dei vostri sogni anche con soltanto il primitivo Notepad di Windows 😉

E prima di chiudere ecco un elenco delle principali cartelle e files da conoscere:

Directory di installazione:

  • \defaults\ :  al suo interno sono conservate tutte le configurazioni standard del programma. Utilissime anche come base di partenza.;
  • \Styles\ :  contiene tutte le “pagine speciali” usate dal programma. Per chi vuole dare quel tocco in più al proprio lavoro.
  • \program\plugins : contiene i files dei plugin NPAPI usati dall’applicazione.

Profilo:

  • \keyboard\ :  contiene i files di configurazione delle shortcuts (scorciatoie da tastiera) per accedere rapidamente a determinate funzioni usando una combinazione di tasti;
  • \menu\ : sicuramente più importante, contiene i files di configurazione che contrallano tutti i menu del programma. In must per ogni smanettone;
  • \mouse\ : al suo interno sono salvati i files di configurazione delle mouse gestures, dal funzionamento analogo alle shrortcuts ma tramite movimenti del mouse;
  • \sessions\ : contiene tutte le sessioni di lavoro salvate. Utile comunque anche per gli smanettoni;
  • \skin\ : contiene ovviamente i pacchetti .zip delle skin scaricate;
  • \styles\ : utile solo in poche occasioni, contiene i CSS personali;
  • \toolbar\ : è, assieme a quella dei menu, la più importante directory per chi si dedica alla customizzazione. Contiene i files di configurazione delle barre degli strumenti;
  • opera6.ini : è il principale file di configurazione del programma. Da editare solo in limitati casi per correggere qualche problema;
  • search.ini : contiene la lista dei motori di ricerca personali. Presente solo se se ne è aggiunto o rimosso qualcuno;
  • speeddial.ini : come è facile intuire configura l’Accesso Rapido di Opera che può essere plasmato a proprio pacimento;
  • urlfilter.ini : contiene l’elenco dei contenuti e siti da bloccare durante la navigazione.

Speed Dial: ecco come aumentarne gli slot

Questo articolo è basato sull’originale “More speed dials? There you go!” scritto da Remco e disponibile in lingua inglese sul suo blog.

Con Opera 9.2 era stata introdotta una delle funzionalità, per quanto semplice e quasi elementare, più gradite dagli utenti della rete, al punto che non ci è voluto molto per veder spuntar fuori come funghi una miriade di cloni per questo o quel browser o per un uso on-line in stile web 2.0.

Sto ovviamente parlando dello Speed Dial (aka Accesso Rapido per i non anglofoni) il cui unico scopo è facilitare la vita dell’utente anche in quelle piccole cose, come la selezione di un segnalibro da visitare, apparentemente impossibile da migliorare.

Con l’ultima versione del browser quelli di Opera hanno però deciso di fare un passo in più ed hanno implementato la possibilità, tramite una semplice modifica, di superare il limite dei nove slot disponibili, cosa sicuramente utilissima per chi su internet non si limita al semplice “surfing” fra i pochi siti preferiti.

Speed Dial 4*4
Clicca sull’immagine per ingrandirla

Se siete interessati ecco come procedere:

Dopo aver chiuso tutte le sessioni del browser, andate nella cartella del vostro profilo (se non sapete dove si trova leggete qui) ed aprite, anche con semplice Notepad di Windows, il file speeddial.ini.

Ora aggiungete queste righe di codice modificando opportunamente i valori delle righe (Rows) e delle colonne (Columns) in base ai vostri gusti e possibilità (se usate un monitor widescreen ad esempio aumentate il numero delle colonne 😉 )

[Size]
Rows=4
Columns=4

Quindi avviate Opera ed avrete a disposizione tutti gli slot che avete sempre desiderato. 😉

Importante!: la funzionalità di sincronizzazione integrata in Opera continuerà a salvare online solo i siti presenti nei primi 9 slot.

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