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Insel der Engel'

Il mio piccolo pezzo di Paradiso

 
Category: Browser

Safari 4: innovazione o imitazione?

pi|o|niè|re:
s.m., fig., chi per primo si fa promotore di attività, iniziative e sim., creando nuove prospettive e possibilità di sviluppo: i pionieri dell’informatica; un p. della scienza

Questo è quanto recita il Dizionario De Mauro alla voce pioniere. Perchè ho iniziato con tale definizione è presto detto.

Come ormai ben sapranno anche i muri, è da qualche giorno disponibile una beta pubblica di Safari 4, la prossima versione del browser di casa Apple. Quello che invece non tutti sanno è come, ancora una volta, in quel di Cupertino non siano riusciti a trattenersi dal lanciare una “campagna pubblicitaria” (se così si può dire) talmente aggressiva da scadere in pura disinformazione e mistificazione dei fatti.

Mi riferisco ovviamente alla miriade di funzionalità esclusive di Safari 4 spacciate per novità di cui non potrete più fare a meno.

Il problema nasce nel momento in cui si va a vedere quali sono queste geniali novità partorite nei laboratori segreti di Cupertino. Senza scendere nei dettagli si può tranquillamente affermare che si tratta grosso modo di funzionalità già presenti da tempo in altri browser e per lo più inventate da Opera anche 10 anni fa o più.

Non che la cosa mi stupisca più di tanto in realtà, anzi ormai ci sono fin troppo abituato, ma è singolare come stavolta la mela smordicchiata sia riuscita a creare un vero caso mediatico che si è presto diffuso per l’intera rete.

Singolare perchè non è certo una novità che funzionalità inventate da un produttore vengano, presto o tardi, introdotte in browser concorrenti (cosa per altro assolutamente non opinabile, a mio avviso, se serve a migliorare il prodotto), nè tantomeno lo è il fatto che a subire questi “furti” sia la solita Opera, cui da anni è stato del resto appioppato il suddetto appellativo di pioniere.

Prodotti straordinari come Firefox o Chrome non sarebbero certo quello che sono se non avessero preso quanto di meglio il web aveva da offrire.

Ma come il mio feed reader mi ha ampiamente dimostrato a tutto c’è un limite e la pronta reazione della folla inferocita armata di forconi non si è fatta attendere perchè, come direbbe Abatantuono, “versa versa versa la brocca strabocca, e ci dai un dito e si prende tutto l’inguine e chi più ne ha più ne metta” 😆

Per chi di questo articolo non ci ha capito un tubo basterà consultare i link di approfondimento, di cui vi consiglio almeno il primo 😉

Links:

The Great Feature Train Robbery
Imitation – the sincerest form of flattery?
Innovation by breaking established platform conventions
Success
Hey Apple, Stop Bullsh*ting People

One Web – miliardi di dispositivi per un solo Web

Chi come me segue Opera da qualche annetto conoscerà sicuramente l’importanza attribuita dalla società norvegese allo sviluppo di una rete globale ed unificata.

Del resto per un browser che ha sempre seguito il principio di totale aderenza agli standard web, pur se a discapito a volte della compatibilità, la filosofia del “One Web” introdotta dal W3C non poteva che essere accolta a braccia aperte (non per niente molti componenti di spicco del W3C lavorano o hanno lavorato per Opera).

Seguendo questo principio, dopo tutte le iniziative passate, fra cui impossibile non citare l’articolo del 2007 Open Standards, One Web, and Opera ed il più recente Opera Web Standards Curriculum, è stato qualche giorno fa rilasciato un video che mostra in modo decisamente riuscito la visione del Web e delle sue possibilità secondo Opera.

Our goal is to take the one true Web and make it available to people on their terms

Come sarebbe la nostra vita se tutte quelle tecnologie che da anni balenano nell’immaginifico comune fossero già disponibili e pienamente fruibili?

In poco più di 2 minuti ce lo mostra una ragazza attraverso una sua giornata tipo. Colazione e Facebook, acquisti facili e veloci, geolocalizzazione e mappe, videochiamate VoIP e molto altro ancora grazie all’integrazione di ogni dispositivo con un solo Web.

Il video devo dire è realizzato davvero bene, anche se ricorda un po’ troppo gli spot Vodafone ad essere sinceri. E la cosa forse non è nemmeno da disdegnare perchè ci mostra una Opera Software non solo sempre più aggressiva ma anche attenta all’impostanza di una buona operazione di marketing.

Per chi volesse vedere il video a maggiore risoluzione è disponibile nella sezione Discover del sito Opera.com dove potrete trovare anche gli altri video realizzati dalla società

Opera: Vega e Carakan rivoluzioneranno la vostra web experience

Scrivevo ieri notte, anzichè godermi il meritato riposo, di come il mondo che ruota attorno ad Opera sia estremamente attivo ultimamente.

Ed ecco dunque che aprendo il feed reader scopro stamane che il Core Team ha finalmente rotto il silenzio riguardo alcuni degli esperimenti condotti all’interno della loro fabbrica delle meraviglie capace di far morire di invidia persino Willy Wonka 😆 .

In due dettagliati articoli apparsi sul blog, gli sviluppatori del core (la parte del codice comune a tutte le versioni del browser) hanno illustrato cosa ci attende per il prossimo futuro.

Innanzitutto è stata fatta, finalmente, chiarezza riguardo i passati esperimenti sull’accelerazione 3D applicata al browser. E’ stato infatti rivelato come in futuro Opera trarrà beneficio dalle moderne GPU utilizzandone la potenza e le capacità di elaborazione, attraverso librerie standard come OpenGL e Direct3D, per il rendering delle pagine web. Nulla cambierebbe invece nel caso di dispositivi non adatti (smartphone, ecc…) che continuerebbero ad usare il precedente engine di elaborazione (cosa peraltro possibile anche su piattaforme avanzate).

Il cuore di tutto starà in Vega, la libreria nata in origine per la gestione degli elementi vettoriali (SVG). Il progetto è davvero molto interessante  e potrebbe portare presto a nuovi risvolti nel concetto stesso di core engine.

Altra interessantissima novità che ha già fatto parlare tantissimo di se è l’adozione di un nuovo engine Javascript, Carakan, sviluppato seguendo i moderni trend all’inseguimento di performance estreme ed allineandosi così ai già celebri V8, TraceMonkey e SquirrelFish Extreme (usati rispettivamente da Google Chrome, Firefox 3.1 e Webkit 4). Stando alle dichiarazioni degli sviluppatori, attualmente il nuovo engine risulterebbe 2 volte e mezza più veloce di Futhark, l’attuale engine.

Una mossa senza dubbio dettata dalla necessità di adeguarsi alla concorrenza ma che aiuterà, una volta che anche Internet Explorer farà la sua parte, lo sviluppo di un web sempre più evoluto e potente.

Purtroppo però ci sarà ancora da aspettare prima di vedere in azione queste nuove tecnologie visto che non verranno integrate nell’ormai prossimo Opera 10.

Poco male comunque… perchè stavolta sembra che ne valga davvero la pena. 😉

Links:

Core Concerns: Vega – Opera’s vector graphics library
Core Concerns: Carakan
O.D.I.N. : Carakan F.A.Q.
Opera Labs: Carakan
Asa Dotzler: go opera
Ajaxian: Opera comes out with new JavaScript engine in Carakan, new hardware API in Vega
New Opera JavaScript engine supports native code generation
Avencius: Opera Software details hardware acceleration
Avencius: Opera is back in the race!
Choose Opera: Meet Carakan and Vega
Haavard: Carakan and Vega

Eliminare "Fare clic per attivare ed utilizzare questo controllo" in Opera.

In questi ultimi giorni pare che la community di Opera sia estremamente viva ed arzilla.

Fra le decina di novità ed articoli vari, uno in particolare ha attirato la mia attenzione. A quanto pare infatti l’utente Rafal è riuscito a trovare il modo di aggirare il fastidioso behaviour tenuto da Opera per gli embedded object in seguito alla battaglia legale di Eolas.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, Eolas ha qualche anno fa registrato un brevetto sulla tecnologia impiegata per includere elementi come flash all’interno di una pagina web. A seguito di tale brevetto Opera, a differenza del ben più facoltoso colosso Microsoft che ha potuto pagarne i diritti d’uso, è stata quindi costretta ad adottare un workaround per non incappare in cappelle legali. Il problema non riguarda invece i software Mozilla o Webkit based in quanto è stato data da Eolas via libera ai software open source.

Ad ogni modo questo non è bastato a scoraggiare Rafal che si è quindi industriato per aggirare il problema costruendosi una build personalizzata di Opera.

Grazie a qualche ricerca all’interno delle DLL del programma è alla fine riuscito a trovare il codice incriminato, che per la cronaca agisce creando un elemento in overlay all’oggetto, e quindi sostituirlo.

Per chi fosse interessato ecco in breve come procedere:

  • Procuratevi UPX e XVI32
  • Decomprimete il file opera.dll con UPX
  • Apritelo quindi con XVI32
  • Cercate: F7 D8 1B C0 F7 D8 C2 04 00 FF 74
  • Sostituitelo con: F7 D8 1B C0 B0 01 C2 04 00 FF 74

Il procedimento è valido sia per Opera 9.63 che per Opera 10 alpha, ma in quest’ultima la stringa incriminata è presente due volte e va sostituita la seconda.

Per chi invece preferisse non metter mano a simili procedure può invece scaricare questo comodo tool che, una volta estratto nella directory di Opera ed eseguito, provvederà a fare il lavoro sporco per voi.

Google ed il contrappasso

Questa stavo per inserirla nel best of week ma era troppo bella per non darle uno spazietto tutto suo.

Dopo aver bistrattato per anni gli utenti di Opera con le sue web application, Google si è adesso ritrovato dall’altra parte della barricata durante lo sviluppo del suo browser.

Con l’ultima release di Chrome è stato infatti aggiunta una patch ad hoc per poter accedere correttamente ai servizi Hotmail di Microsoft, evidentemente non ancora in grado di gestire correttamente l’user agent string del nuovo browser.

While the Hotmail team works on a proper fix, we’re deploying a workaround that changes the user agent string that Google Chrome sends when requesting URLs that end with mail.live.com.

Fin qui in fondo nulla di strano… se non fosse stato per la pronta risposta di Omar Shahine, Lead Program Manager di Hotmail Front Door team:

You think that Hotmail is a Web page and you expect a service with hundreds of millions of users and thousands of servers to stop what it’s doing, fix a bug for a browser that the majority of its customers do not use, and spin up an out-of-band release?

Divertente come la legge del contrappasso dantesca riesca ad essere ancora attuale nell’era del Web 2.0. 🙄

Links:

Google fakes out Hotmail for Chrome support
Google feels Opera’s pain

Aggiungere Web Mail provider in Opera 10

Attenzione: il procedimento descritto nell’articolo fa riferimento ad una funzionalità ancora in lavorazione che pertanto potrebbe subire modifiche anche sostanziali in un prossimo futuro.

Nell’articolo precedente abbiamo visto come le ultime build di Opera 10 siano in grado di gestire le Web Mail come client di posta predefinito e vi avevo anticipato che, qualora il vostro provider non fosse fra quelli disponibili, sarebbe stato comunque possibilie aggiungerlo manualmente. Vediamo quindi come aggiungere il nostro provider.

Innanzitutto localizziamo il file webmailproviders.ini che si trova nella cartella \defaults della directory di Opera. Questo contiene la lista di tutti i servizi disponibili nella forma seguente:

[Gmail]
ID=1
URL=https://mail.google.com/mail/?extsrc=mailto&url=%s
ICON=http://mail.google.com/favicon.ico

I meno smaliziati si chiederanno probabilmente cosa significhino esattamente queste stringhe e come usarle.

  • La prima riga indica il nome del provider che verrà visualizzato nel programma. Trattandosi di un file .ini ovviamente è necessario racchiudere il nome fra parentesi quadre.
  • ID indentifica in modo univoco il servizio. E’ necessario usare una numerazione progressiva per i vari servizi.
  • URL è l’indirizzo usato dal provider per gestire il protocollo mailto attraverso la web mail. “%s” è la parte variabile che verrà di volta in volta sostituita con i dati del link mailto che cliccherete (indirizzo, oggetto, ecc…).
    Attualmente sono permessi anche URL Data e Javascript.
  • Icon infine indica il percorso della favicon della web mail.

Alla luce di tutto ciò appare quindi evidente che per poter aggiungere il nostro servizio di posta è necessario conoscere l’indirizzo dell’handler mailto (URL).

Purtroppo però non tutti i provider hanno tale caratteristica, ma possono ugualmente compilare i vari campi automaticamente specificandoli con variabili separate, anzichè con la sola “%s”, secondo questo schema:

  • %t = il destinatario
  • %s = l’oggetto
  • %m = il corpo del messaggio
  • %c = CC’d recipients
  • %b = BCC’d recipients.

Per rendere meglio l’idea analizziamo quindi come dovrebbe essere modificato l’URL nel caso di Gmail:

"http://mail.google.com/mail/?view=cm&fs=1&to=%t&su=%s&body=%m&cc=%c&bcc=%b"

Ancora una volta però i problemi non mancano in quanto, almeno per il momento, Opera non è ancora in grado di gestire questo tipo di URL e bisogna prima trasfromarli in un Data o Javascript URL come nell’esempio seguente:

[Operamail.com]
ID=4
URL=javascript:(function(uri)%7B%0D%0Afunction%20decode(s)%7Btry%7Breturn%20decodeURIComponent(s).replace(%2F%5Cr%5Cn%7C%5Cr%7C%5Cn%2Fg%2C%22%5Cr%5Cn%22)%3B%7Dcatch(e)%7Breturn%20%22Opera%20percent-decode%20error%22%3B%7D%7D%0D%0Afunction%20encode(s)%7Btry%7Breturn%20encodeURIComponent(s)%3B%7Dcatch(e)%7Breturn%20%22Opera%2520percent-encode%2520error%22%3B%7D%7D%0D%0Afunction%20escapeInvalidHH(s)%7Breturn%20s.replace(%2F%25(%3F!%5B0-9A-F%5D%7B2%7D)%2Fgi%2Cfunction()%7Breturn%20%22%2525%22%3B%7D)%3B%7D%0D%0Afunction%20escapeUnsafeHH(s)%7Breturn%20s.replace(%2F%2500%7C%2501%7C%2502%7C%2503%7C%2504%7C%2505%7C%2506%7C%2507%7C%2508%7C%250B%7C%250C%7C%250E%7C%250F%7C%2510%7C%2511%7C%2512%7C%2513%7C%2514%7C%2515%7C%2516%7C%2517%7C%2518%7C%2519%7C%251A%7C%251B%7C%251C%7C%251D%7C%251E%7C%251F%2Fgi%2Cfunction(match)%7Breturn%20encode(match)%3B%7D)%3B%7D%0D%0Afunction%20filterSingleLine(s)%7Breturn%20s.replace(%2F%5Cr%7C%5Cn%2Fg%2C%22%22)%3B%7D%0D%0Afunction%20MailtoURIParser(s)%7Bthis.parse(escapeUnsafeHH(escapeInvalidHH(%22to%3D%22%2Buri.substr(7).replace(%2F%5C%3F%2F%2C%22%26%22))))%3B%7D%0D%0AMailtoURIParser.prototype%3D%7Bparse%3Afunction(dataset)%7Bthis.to%3Dthis.subject%3Dthis.body%3Dthis.cc%3Dthis.bcc%3D%22%22%3Bvar%20ref%3Dthis%3Bdataset.replace(%2F(%5B%5E%3D%26%5D%2B)%3D(%5B%5E%26%5D*)%2Fg%2Cfunction(match%2Chname%2Chvalue)%7Bhname%3Ddecode(hname).toLowerCase()%3Bif(hname%3D%3D%22to%22)%7Bif(hvalue!%3D%22%22)%7Bif(ref.to!%3D%22%22)%7Bref.to%2B%3D%22%252C%2520%22%3B%7Dref.to%2B%3Dhvalue%3B%7D%7Delse%20if(hname%3D%3D%22cc%22)%7Bif(hvalue!%3D%22%22)%7Bif(ref.cc!%3D%22%22)%7Bref.cc%2B%3D%22%252C%2520%22%3B%7Dref.cc%2B%3Dhvalue%3B%7D%7Delse%20if(hname%3D%3D%22bcc%22)%7Bif(hvalue!%3D%22%22)%7Bif(ref.bcc!%3D%22%22)%7Bref.bcc%2B%3D%22%252C%2520%22%3B%7Dref.bcc%2B%3Dhvalue%3B%7D%7Delse%20if(hname%3D%3D%22subject%22)%7Bref.subject%3Dhvalue%3B%7Delse%20if(hname%3D%3D%22body%22)%7Bif(!(hvalue%3D%3D%22%22%26%26ref.body%3D%3D%22%22))%7Bif(ref.body!%3D%22%22)%7Bref.body%2B%3D%22%250D%250A%22%3B%7Dref.body%2B%3Dhvalue%3B%7D%7D%7D)%3Bthis.to%3Dencode(filterSingleLine(decode(this.to)))%3Bthis.subject%3Dencode(filterSingleLine(decode(this.subject)))%3Bthis.body%3Dencode(decode(this.body))%3Bthis.cc%3Dencode(filterSingleLine(decode(this.cc)))%3Bthis.bcc%3Dencode(filterSingleLine(decode(this.bcc)))%3B%7D%2Cformat%3Afunction(s)%7Bvar%20ref%3Dthis%3Breturn%20s.replace(%2F(%25%25)%7C(%25T)%7C(%25S)%7C(%25M)%7C(%25C)%7C(%25B)%7C(%25w)%2Fg%2Cfunction(match%2Ca%2Cb%2Cc%2Cd%2Ce%2Cf%2Cg)%7Bif(a)return%20%22%25%22%3Bif(b)return%20ref.to%3Bif(c)return%20ref.subject%3Bif(d)return%20ref.body%3Bif(e)return%20ref.cc%3Bif(f)return%20ref.bcc%3Bif(g)return%20encode(%22mailto%3A%22%2Bref.to%2B%22%3Fsubject%3D%22%2Bref.subject%2B%22%26body%3D%22%2Bref.body%2B%22%26cc%3D%22%2Bref.cc%2B%22%26bcc%3D%22%2Bref.bcc)%3B%7D)%3B%7D%7D%3B%0D%0Aif(uri.search(%2Fmailto%3A%2Fi)!%3D0)%7Bthrow%20%22Not%20a%20MailtoURI%22%3B%7D%0D%0Avar%20parser%3Dnew%20MailtoURIParser(uri)%3B%0D%0Avar%20compose%3Dparser.format(%22http%3A%2F%2Fmymail.operamail.com%2Fscripts%2Fmail%2FOutblaze.mail%3Fcompose%3D1%26did%3D1%26a%3D1%26to%3D%25T%26subject%3D%25S%26body%3D%25M%26cc%3D%25C%26bcc%3D%25B%22)%3B%0D%0Avar%20a%3Ddocument.createElementNS(%22http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F1999%2Fxhtml%22%2C%22a%22)%3Ba.href%3Dcompose%3Ba.click()%3B%0D%0A%7D)(%22%s%22)%3B
ICON=http://www.opera.com/favicon.ico

Chiaramente si tratta di una procedura non alla portata di tutti e che, si spera, presto non sarà più necessaria. Ma se nel frattempo volete cominciare a sperimentare nessuno potrà impedirvelo. 😉

Opera 10 si integrerà con le Web Mail

A dispetto di ogni mia previsione o aspettativa, il Desktop Team pare abbia finalmente accolto, seppure in modo ancora parziale, le numerose richieste dei suoi utenti riguardo un sostanziale miglioramento e potenziamento della gestione della posta in Opera 10.

Se con la prima alpha della prossima major release, Opera Mail (questo il nuovo nome di M2) aveva infatti introdotto il tanto desiderato supporto alla composizione in formato html e svariate migliorie volte a semplificare la vita dell’utente, con l’ultima weekly build si è voluto fare un ulteriore passo proprio in quest’ultima direzione aggiungendo il supporto nativo ai servizi Web Mail.

Ciò significa che sarà ora possibile, come del resto avviene già da tempo in Firefox 3, usare come client di posta predefinito direttamente l’interfaccia web di servizi come Gmail, Yahoo! Mail, e Windows Live Hotmail, anzichè dover ricorrere al protocollo POP3 o IMAP.

Tradotto in termini ancora più semplici, vi basterà adesso cliccare su un collegamento mailto: per aprire la pagina di composizione della vostra web mail, con tanto di campi come destinatario o oggetto eventualmente già compilati come nell’esempio sottostante:

Link

Una bella comodità per chi preferisce le sempre più evolute interfaccie ajax ai classici client desktop.

Per i maggiori providers il tutto avverrà in maniera trasparente senza che sia necessaria alcuna configurazione manuale da parte dell’utente. Al primo click su un collegamento mailto verrà semplicemente chiesto se si intende usare il client email predefinito di sistema, il client integrato in Opera, oppure una delle Web Mail supportate.

Tuttavia è ancora presto per poter testare a dovere questa nuova funzionalità.

Attualmente gli unici providers supportati sono infatti Gmail, Yahoo! Mail e Windows Live Hotmail, e, peraltro, gli ultimi due necessitano una versione recente del browser.js, senza contare che Yahoo continua a non funzionare come dovrebbe limitandosi ad aprire la finestra di benvenuto anzichè quella di composizione.

E’ ancora in corso una discussione fra gli sviluppatori se sia preferibile permettere ai providers di aggiungersi alla lista in modo automatico secondo le specifiche del WHATWG oppure procedere in proprio.

Sia come sia poco importa. Ciò che conta è aver finalmente colmato anche questa lacuna. E se il vostro provider non figura fra quelli disponibili non preoccupatevi, sarà sempre possibile aggiungerlo manualmente. Ma per questo vi do appuntamento alla prossima. 😉

Web standards curriculum in italiano

Qualche mese fa, parlando della straordinaria iniziativa di casa Opera per la formazione di web developer rispettosi degli standard web, accennavo anche al fatto che, essendo stata la guida rilasciata sotto una licenza Creative Common molto flessibile, ne sarebbe stato possibile (oltre che auspicabile) la localizzazione nelle più svariate lingue.

Fortunatamente non sono stato l’unico ad averlo notato e ad oggi alcuni volenterosi utenti della rete si sono già messi all’opera per portare il Web Standard Curriculum in alcune delle principali lingue, fra cui anche l’italiano.

Per la nostra adorata lingua di Dante pare essersi impegnato un utente esterno alla community di My Opera, Giuseppe aka floyd1616, che ha deciso di ospitare le traduzioni sul suo sito personale. Benchè avrei auspicato di vederle raccolte su un portale come OperaZone poco importa, ciò che conta è che comunque ci siano.

Al momento i lavori sono ancora in fase iniziale e sono state tradotti due soli tutorial introduttivi, ma sembra che ben presto l’intera documentazione dovrebbe essere pienamente fruibile.

Augurando buon lavoro a Giuseppe non ci resta che attendere (o cominciare a studiare) 😉 .

Links:

Opera Web Standards Curriculum
Opera Web Standards Curriculum in italiano
Indice traduzioni disponibili

Integrare Foxit Reader in Opera, Safari e Chrome

Attenzione: nell’articolo viene preso in considerazione prevalentemente Opera ma il procedimento è valido anche per Firefox, SeaMonkey, Flock, Safari, Google Chrome e qualsiasi altro browser NPAPI compatibile.

Uno dei software più interessanti scoperti in questi ultimi anni è stato, senza ombra di dubbio, Foxit Reader.

Francamente non credo abbia bisogno di presentazioni ma, per chi non lo conoscesse ancora, si tratta della più valida alternativa ad Adobe Reader non soltanto in grado di gestire alla perfezione qualsiasi file in formato PDF, ma risultando anche notevolmente più leggero e veloce del rivale e ricco di funzionalità aggiuntive.

Una delle poche pecche consisteva però nell’assenza di un plugin che ne permettesse l’integrazione all’interno del browser web per la visualizzazione dei documenti direttamente in quest’ultimo senza dover prima scaricarli e poi aprirli all’interno dell’applicazione. Fortunatamente con la versione 3, uscita qualche tempo fa, anche questo divario è stato colmato con il rilascio di un plugin compatibile con tutti i browser che usino lo standard Netscape’s Plugin API (NPAPI), ovvero tutti eccetto Internet Explorer.

Tuttavia, almeno per il momento, riuscire ad utilizzare questa nuova funzione in browser diversi da Firefox non è poi così immediato a causa di alcune “sviste” da parte degli sviluppatori che hanno preferito utilizzare un proprio metodo di installazione anzichè basarsi sul ben più collaudato e sicuro standard aperto. La cosa è stata già segnalata dagli sviluppatori di Opera ASA sul forum di Foxit Software e verrà probabilmente corretta nella prossima major release, ma, nel frattempo, ecco come procedere per poterne usufruire anche su browser diversi da Firefox.

Innanzitutto bisognerà procurarsi il plugin.

Se nel vostro sistema è installato anche Firefox (non valgono le varie versioni portable) ecco i passaggi da seguire, in caso contrario saltate (ovviamente) il primo punto:

  1. Assicuratevi che Firefox sia chiuso
  2. Aprite Foxit Reader
  3. Andate su Help > Check for Updates Now…
  4. Nella finesta che si aprirà selezionate nel box a sinistra “Firefox Plugin” e cliccate su Add
  5. Quindi cliccate su Install.

Partirà il download e l’installazione del plugin.

A questo punto, se Firefox era presente e tutto è andato a buon fine, avrete già finito in quanto Opera, per impostazione predefinita, userà anche i plugin installati all’interno della cartella di Firefox.

Se invece così non fosse dovrete copiare manualmente nella cartella dei plugin di Opera il file npFoxitReaderPlugin.dll che si trova (a meno non abbiate installato il programma in una diversa directory) in C:\Programmi\Foxit Software\Foxit Reader\plugins.

A questo punto, non appena vi imbatterete in un documento PDF, vi verrà richiesto se volete aprirlo direttamente in Opera usando il plugin di Foxit o preferite invece salvarlo.

Se invece non desiderate che vi venga richiesto ogni volta, basterà selezionare la casellina un basso o, se questa non fosse (come nel mio caso) attiva, andare su Strumenti > Preferenze… > Avanzate > Download, cercare l’estensione pdf, cliccare su Modifica… e selezionare l’ultima opzione (Usa plug-in).

Ed ecco infine il risultato ottenuto:

NB: Il procedimento descritto a volte sembra non dare buon esito causando il crash del browser. In questo caso è probabile che Foxit non abbia registrato correttamente il plugin. Per risolvere aprite la riga di comando e digitate:

regsvr32 /s "%ProgramFiles%\FOXITS~1\FOXITR~1\plugins\FOXITR~1 .OCX"

Ora dovreste essere in grado di usare correttamente il plugin. Se provate fatemi avere i vosti feedback. 😉

The Book of Opera

Chi di voi non conosce l’ormai celebre Book of Mozilla ?

Per chi non lo sapesse si tratta di uno dei più geniali ed interessanti easter egg che gli sviluppatori di Netscape, prima, e Mozilla, poi, hanno pensato bene di inserire nei loro browser e visualizzabile digitando nella barra degli indirizzi about:mozilla.

Il risultato sarà una pagina in cui verrà mostrata una qualche sibillina profezia i cui versi si rifanno all’Apocalisse di Giovanni e riguardante la storica, nonchè interminabile, guerra dei browser.

Tralasciando ulteriori dettagli (per i quali potete consultare la relativa voce su Wikipedia), la cosa ha sempre suscitato grande interesse anche fra i non seguaci del lucertolone, finchè, qualche giorno fa, l’utente Southern Cross ha deciso di annunciare al popolo della rete la sua profezia che stavolta, a seguito di una non meglio precisata disfatta della volpe, vede protagonista una nuova bestia chiamata (stranamente 😛 ) Opera.

E visto che qui, dopotutto, non stiam mica a far ballare i trichechi, ho voluto dare anche io il mio piccolo contributo trascrivendo i sacri versi secondo le antiche e consolidate tradizioni. 😆

Ecco dunque il risultato finale (cliccate sull’immagine per ingradirla):

Andrà davero così? Chissà… In attesa che il destino faccia il suo corso non mi resta che darvi appuntamento alla prossima. 😉