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Posts tagged Web Development

Best of Week (+/-) #13

Non ho molto da dire… settimana pienotta su ogni fronte ed anche le notizie da segnalare non scherzavano affatto. Spero di recuperare le rimanenti. Nel frattempo gustatevi un Vegeta come non l’avete mai visto. 😛

Kabu - Every Morning

Ecco la playlist della settimana:

Alla prossima. Enjoy 😉

Best of Week (+/-) #6

E con oggi si conclude il “catechismo” della nostra Kabu. Adesso mi sa che dovrò davvero trovare una valida alternativa per la prossima settimana… vedremo.

Kabu - I 10 Comandamenti #4

Kabu - I 10 Comandamenti #4

Ecco la playlist della settimana:

Alla prossima. Enjoy 😉

Best of Week (+/-) #4

Settimana ricca non solo di avvenimenti, ma anche di soddisfazioni. Tra esami sostenuti, progressi personali, e numeri mai prima raggiunti dal blog non posso che augurarmi che continui sempre così. 😀

Kabu - I 10 Comandamenti #2

Kabu - I 10 Comandamenti #2

Ecco la playlist della settimana:

Alla prossima. Enjoy 😉

Google ed il contrappasso

Questa stavo per inserirla nel best of week ma era troppo bella per non darle uno spazietto tutto suo.

Dopo aver bistrattato per anni gli utenti di Opera con le sue web application, Google si è adesso ritrovato dall’altra parte della barricata durante lo sviluppo del suo browser.

Con l’ultima release di Chrome è stato infatti aggiunta una patch ad hoc per poter accedere correttamente ai servizi Hotmail di Microsoft, evidentemente non ancora in grado di gestire correttamente l’user agent string del nuovo browser.

While the Hotmail team works on a proper fix, we’re deploying a workaround that changes the user agent string that Google Chrome sends when requesting URLs that end with mail.live.com.

Fin qui in fondo nulla di strano… se non fosse stato per la pronta risposta di Omar Shahine, Lead Program Manager di Hotmail Front Door team:

You think that Hotmail is a Web page and you expect a service with hundreds of millions of users and thousands of servers to stop what it’s doing, fix a bug for a browser that the majority of its customers do not use, and spin up an out-of-band release?

Divertente come la legge del contrappasso dantesca riesca ad essere ancora attuale nell’era del Web 2.0. 🙄

Links:

Google fakes out Hotmail for Chrome support
Google feels Opera’s pain

Best of Week (+/-) #3

Da domani esami. Una buona giustificazione per non aver dedicato molto tempo al blog ed aver osato smembrare il lavoro dell’amata Kabu in più parti (meno pensieri per le prossime settimane 😛 ).

Kabu - I 10 Comandamenti #1

Kabu - I 10 Comandamenti #1

Ecco la playlist della settimana:

Alla prossima. Enjoy 😉

Web standards curriculum in italiano

Qualche mese fa, parlando della straordinaria iniziativa di casa Opera per la formazione di web developer rispettosi degli standard web, accennavo anche al fatto che, essendo stata la guida rilasciata sotto una licenza Creative Common molto flessibile, ne sarebbe stato possibile (oltre che auspicabile) la localizzazione nelle più svariate lingue.

Fortunatamente non sono stato l’unico ad averlo notato e ad oggi alcuni volenterosi utenti della rete si sono già messi all’opera per portare il Web Standard Curriculum in alcune delle principali lingue, fra cui anche l’italiano.

Per la nostra adorata lingua di Dante pare essersi impegnato un utente esterno alla community di My Opera, Giuseppe aka floyd1616, che ha deciso di ospitare le traduzioni sul suo sito personale. Benchè avrei auspicato di vederle raccolte su un portale come OperaZone poco importa, ciò che conta è che comunque ci siano.

Al momento i lavori sono ancora in fase iniziale e sono state tradotti due soli tutorial introduttivi, ma sembra che ben presto l’intera documentazione dovrebbe essere pienamente fruibile.

Augurando buon lavoro a Giuseppe non ci resta che attendere (o cominciare a studiare) 😉 .

Links:

Opera Web Standards Curriculum
Opera Web Standards Curriculum in italiano
Indice traduzioni disponibili

Gli usi più creativi di jQuery ?

Oggi spezzo un po’ la monotonia di questo blog per tornare a parlare (era ora!) un po’ di web mastering e web design.

L’occasione mi si è presentata nel mentre selezionavo le risorse da inserire nel prossimo Best of Week e mi sono imbattuto in un articolo, apparso sul celebre portale NetTuts, a prima vista davvero interessante per chiunque si stia cimentando con jQuery e sviluppo web in generale: The 20 Most Practical and Creative Uses of jQuery.

Già il solo titolo, unito alla testata che lo ha pubblicato, dovrebbe essere una garanzia più che sufficiente non solo di utilità pratica ma anche di elevata qualità. Eppure, un po’ per scrupolo, un po’ perchè anche a me la cosa interessava parecchio, ho deciso di andare oltre la semplice lettura e tastare con mano tutti gli esempi riportati. E posso anticiparvi sin da ora che quell’articolo non finirà nella mia rubrica.

Mentre ad una prima lettura sembrerebbe infatti che le implementazioni effettuate dai vari autori siano la cosa più straordinaria del mondo, il discorso cambia decisamente quando si vanno ad aprire i vari esempi.

Non voglio qui puntare il dito contro questo o quello script/sviluppatore, pertanto cercherò di limitarmi ad una anlisi globale sugli aspetti più deludenti riscontrati.

Innanzitutto mi ha lasciato davvero molto perplesso notare come il fattore accessibilità sia stato totalmente ignorato non soltanto da alcuni sviluppatori, ma anche dall’autore dell’articolo.

Personalmente parto infatti da un presupposto imprescindibile secondo cui, se la resa finale non può essere cross-browser o cross-platform, bisognerebbe almeno garantire la piena fruizione dei contenuti anche sui browser non compatibili o con javascript disabilitato. Aspetto che invece non sembra essere stato preso in considerazione da alcuni sviluppatori (pochi per fortuna).

Restando sempre in tema accessibilità mi è parso poi davvero ridicolo riscontrare fra i siti in lista un Portfolio (o landing page) che supera addirittura i 5 MB (senza contare le infinite richieste http) per la sola (e strimizita) home page! Francamente, dopo aver atteso il caricamento di un mostro del genere, mi sarei quantomeno aspettato che non ci sarebbero più stati tempi di attesa nel passare da una sezione all’altra… Ovviamente mi sbagliavo ed anche tecniche base come il semplice preload o gli sprites vanno evidentemente al di là dell’immaginario comune.

Certo che se fosse finito tutto qui mi sarei comunque potuto ritenere fortunato. Ed invece è proprio la domanda che segue che mi ha portato a scrivere questo post:

Ma era davvero necessario ricorrere a jQuery (e JavaScript in generale) per ottenere quegli effetti?

Incredibile ma vero la risposta, in molti casi, è no. 😮

Per replicare alcuni degli effetti presentati sarebbe infatti bastato l’uso dei ben più semplici e compatibili CSS, eventualmente combinati con qualche sano hack.

Ora, ben vengano sperimentazioni e dimostrazioni pratiche delle proprie abilià o delle possibilità di un framework JS, ma nel momento in cui queste abbandonano lo status di esempio per approdare nel mondo reale credo bisognerebbe essere un po’ più critici. Specie poi nel caso specifico di jQuery che non è certo noto come il più parsimonioso di risorse (anche se con la prossima versione le cose porebbero cambiare).

Infine, e parzialmente correlato al punto precedente, lascia un po’ perplessi anche un’altra cosa. Molte delle risorse segnalate non hanno in realtà quasi nessun “sex-appeal” . Cosa che dovrebbe fare un attimo riflettere per un articolo che titola come “I 20 usi più pratici e creativi di jQuery”.

Ma ad ogni modo qui si va sul campo dei gusti personali e non è quindi possibile dare giudizi assoluti.

Chiudo quindi questo mio secondo articolo-polemica (o terzo ? 😕 ) nel mondo del web design lasciando a voi il compito di giudicare. E se volete fatemi avere i vostri pareri. 😉

PS
Preciso comunque che non tutto è da buttare e, anzi, molte cose sono interessanti. Solo sarebbe stato necessario maggior criterio durante la stesura dell’articolo.

Best of Week (+/-) #20

Ritornano i vecchi impegni, continuano le nuove passioni e, chiaramente, il blog comincia a risentirne… proprio ora che iniziavo ad accarezzare l’idea dei 4 articoli a settimana… pazienza… ad ogni modo mettetevi comodi e concentratevi perchè la playlist di oggi è decisamente più impegnativa del solito.

Cruciverba
Kabu: Cruciverba

Ecco la playlist della settimana:

Alla prossima. Enjoy 😉

Opera Web Standards Curriculum

Continuando il nostro excursus attraverso gli avvenimenti estivi, potevo io non parlare della straordinaria iniziativa targata Opera? Ovviamente no. 🙂

Storicamente famosa per il suo sostegno, oltre che aderenza, agli standard Web dettati dal W3C, Opera ASA ha pubblicato un completo corso di educazione ad uno “standards-based web development”Opera Web Standards Curriculum

“Learn to build a better Web with Opera” è lo slogan scelto dalla società per diffondere il verbo. Una chiara dichiarazione di intenti che non può certo lasciare adito a dubbi di sorta.

Gli articoli, che spaziano dalle basi di internet all’analisi di linguaggi quali HTML, CSS e JS, e sono arricchiti di link di approfondimento e ad altre risorse utili, coprono tutte le fasi di sviluppo di un sito.

Inoltre, essendo distribuiti secondo licenza Creative Commons, possono essere liberamente utilizzati da chiunque sul proprio spazio web ed anche localizzati nelle diverse lingue (cosa che forse prenderò in considerazione per OperaZone).

Una iniziativa, come dice lo stesso Asa Dotzler, sicuramente encomiabile e che va ad aggiungersi all’ottimo lavoro già svolto in passato attraverso i canali Open the Web (il cui logo, dal sapore un po’ retrò, capeggia in cima a questo articolo) ed il più recente Opera Developer Community. Nella speranza che non rimangano solo parole nel vento.

Web Developer: adesso si che si ragiona

Erano i primi giorni di vita di questo blog quando analizzavo per la prima volta le possibilità offerte agli sviluppatori Web dai vari browser, e sottolineando come persino io (lo sapevate che sono un fan di Opera? 😛 ) ancora non potessi fare a meno di Firefox e delle sue estensioni durante lo sviluppo di un sito.

Web developmentDa allora comunque le acque si son mosse parecchio ed il panorama davanti al quale ci troviamo risulta essere non solo molto più interessante, ma anche in pieno fermento.

Ovviamente mi riferisco al rilascio, da parte della società norvegese, di Opera Dragonfly, il debugger tool destinato, nelle intenzioni dei suoi creatori, a rimpiazzare totalmente Firebug nei cuori di tutti i web developer.

Nonostante alcuni problemi iniziali mi avessero impedito di provarlo (se siete nella stessa situazione postate un commento e spiegherò come risolvere), alla fine ho avuto anche io la mia occasione e nelle ultime nottate, complice il mio neonato interesse verso Ajax e MooTools, la libellula norvegese è diventata la mia più fedele compagna di lavoro. Rispetto alla precedente Developer Console (che non ho ancora abbandonato) risulta effettivamente molto più potente e versatile, per quanto manchino ancora alcune funzioni per me fondamentali, fra tutte la modifica on the fly dei CSS, e non sia certo priva di bugs. La situazione comunque non è certo statica e ad Oslo sono costantemente al lavoro per portare avanti lo sviluppo di questa prima alpha, basandosi in particolar modo sui numerosi feedback e suggerimenti della schiera di beta testers volontari. Ed ecco dunque spuntar fuori sul blog dedicato la prima di una lunga serie di weekly builds che, oltre a correggere numerosi bugs, aggiunge anche alcune funzioni essenziali come il completamento della Command Line e l’ Object Inspector. Tutto questo mentre il Desktop Team si prepara a rilasciare una build capace di far girare Dragonfly anche in modalità offline, attuale problema dovuto alll’incompatibilità del protocollo HTTPS con la cache persistente.

Peccato tuttavia che una feature che avevo chiesto spesso e che ritengo assolutamente fondamentale, ovvero l’integrazione di un sistema di validazione “trasparente”, come quello offerto in Firefox da HTML Validator o dalla la Web Developer Toolbar, non sarà integrato nella proposta di Opera. Personalmente non so quanto questo possa influire fra gli sviluppatori più esperti, ma onestamente l’idea di dover passare al setaccio ogni pagina usando il validatore online non è che mi solletichi molto.

Opera Dragonfly

Ma se gli sviluppatori di Opera stanno lavorando sodo per guadagnarsi il successo, chi si occupa dello sviluppo di Firebug non sta certo a guardare e giusto ieri ha rilasciato una nuova versione dell’estensione forse più popolare del web che, non solo aggiunge (finalmente) il supporto a Firefox RC1, ma offre anche nuove funzioni, una maggiore cura dei dettagli e, infine, il miglioramento complessivo delle performance (anche se questo, a mio parere, è più probabilmente dovuto al nuovo FF3 piuttosto che all’estensione in se).

Ecco dunque spiegato lo strano titolo con cui ho presentato questo post. Dopo anni di assoluta quiete e pressochè totale disinteresse verso (noi? … esagero?)  poveri sviluppatori web, eccoci trasformati improvvisamente nelle principessine più desiderate del reame… e finchè dura chi si lamenta? 😀

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